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Cosa è avvenuto alla croce (1)

 Cosa è avvenuto alla croce (1) La Croce al Centro  La sostituzione La croce non è un incidente della storia, è il cuore del piano eterno di Dio. Nella croce di Cristo, Dio compie realmente qualcosa di necessario, intervenendo nella frattura tra Sé e l’uomo. Questa frattura è descritta in termini molto forti. Tra Dio e l’uomo non esiste una semplice distanza naturale, ma un ostacolo reale, costituito dal peccato e dalla colpa.  La colpa non è qualcosa di superficiale, o facilmente eliminabile, ma una realtà personale, irrevocabile, che coinvolge il rapporto stesso con Dio.  La nostra colpa non è solo qualcosa che percepiamo dentro di noi, ma è un dato oggettivo davanti a Dio. Ed è questo che rende la situazione così seria. Per questo anche l’ira divina non è un’immagine simbolica da eliminare, ma l’espressione della santità e della giustizia di Dio di fronte al male. Se Dio prendesse alla leggera il peccato, cesserebbe di essere il Dio santo e giusto. Il messaggio pr...

Giobbe 1:1,13-22: Quando i colpi si moltiplicano (1)

 Giobbe 1:1,13-22: Quando i colpi si moltiplicano (1) Anche i giusti soffrono (v.1) Serie: Piove sul bagnato Era il 15 febbraio 1947. Il volo Avianca Airlines diretto a Quito – Ecuador – si schiantò su una vetta montuosa di 4.200 metri vicino a Bogotá.  Nessuno sopravvisse. Uno dei passeggeri era Glenn Chambers – un uomo con un sogno. Stava per iniziare un ministero radiofonico con “The Voice of the Andes” – il sogno di una vita, interrotto in un istante. Per i suoi cari, quel sogno divenne un incubo. Prima di lasciare l’aeroporto di Miami, quel giorno, Chambers aveva scritto in fretta un biglietto su un foglio pubblicitario trovato sul pavimento del terminal – dall’altro lato, stampata a carattere grandi, una sola parola: “PERCHÉ?” Tra la spedizione e la consegna, Glenn morì. Quando la lettera arrivò alla madre, davanti ai suoi occhi c’era quella parola silenziosa che assunse un significato inquietante e devastante: “PERCHÉ?” “Perché?” è la domanda più antica del dolore. “Dov...

La Necessità della Croce (2)

 La Necessità della Croce (2) La croce al centro Oggi molte persone non si riconoscono peccatrici. Si vedono come brave persone, considerano i propri peccati semplici debolezze e si immaginano un dio indulgente. Ma la croce non era un’opzione divina: era un’assoluta necessità morale, spirituale e teologica. La croce ci dice quanto seriamente Dio prende il peccato, quanto Gli sia costato, e quanto profondamente ami il peccatore. Abbiamo visto, la volta scorsa, che la croce era necessaria per la condizione peccaminosa dell’umanità e della sua impossibilità di salvarsi da sola. Oggi vedremo che questa stessa necessità nasce anzitutto dalla natura di Dio e del Suo piano eterno.   Prima di tutto vediamo che: I LA CROCE NASCE DALLA NATURA DI DIO La necessità della croce di Cristo nasce dalla natura stessa di Dio.  La croce è rivelazione di Dio, o per dirla con Karl Rahner: “La morte di Gesù è una dichiarazione di Dio su sé stesso.”

Quando la vita pesa troppo, Dio diventa la nostra forza

 Quando la vita pesa troppo, Dio diventa la nostra forza Questa estate, più persone hanno detto a proposito del caldo: “Non se ne può più. Quanto è troppo è troppo.” Il caldo non uccide sempre con un colpo: logora. Toglie il respiro un grado alla volta, finché il corpo dice quello che la bocca ripete: “Non se ne può più.” Ecco perché tante prove della vita non sono un fulmine, ma un’estate che non finisce mai – un caldo che ci si porta addosso, non che si subisce una volta sola. “Non se ne può più. Quanto è troppo è troppo”, non appartiene solo alle giornate afose. La diciamo quando: • La pazienza è messa alla prova sul lavoro • Le tensioni familiari si accumulano • Le relazioni in chiesa diventano difficili • I vicini di casa creano problemi continui • Un dolore o una preoccupazione non passa mai • Una sofferenza cronica sembra non cambiare È il linguaggio del limite umano. La Bibbia conosce bene questo limite. La Scrittura mostra che anche i più grandi servitori di Di...

La Necessità della Croce (1)

 La necessità della croce (1) La Croce al Centro  C’è una domanda che, se ci fermiamo davvero a pensarci, è la più grande domanda della storia: “Perché il Figlio di Dio doveva morire?”  È una domanda che non si lascia archiviare: torna, bussa, esige una risposta, come un macigno che nessuna corrente di secoli riesce a spostare. La croce (il sacrificio) di Gesù Cristo: • Non è ornamento della nostra religione • Non è esempio di coraggio • Non è vittima inerme trascinata dagli eventi Ma necessità – qualcosa che non poteva non accadere, che fu pianificata prima che il mondo esistesse, che attendeva il suo momento da tutta l’eternità (Atti 2:23; 4:27-28; Galati 4:4; 1 Pietro 1:20). Gesù non è stato trascinato: si è consegnato. Ha camminato verso la croce come un generale che avanza verso la battaglia decisiva, sapendo che ogni passo era parte del piano eterno per la salvezza dei peccatori (cfr. per esempio 1 Timoteo 1:15). Gesù era consapevole del Suo sacrificio:

1 Giovanni 3:20: Più grande del nostro cuore

 1 Giovanni 3:20: Più grande del nostro cuore  Nella precedente predicazione di questo versetto abbiamo visto come il nostro cuore, cioè la nostra coscienza ci può condannare legittimamente, o illegittimamente e possiamo arrivare anche a dubitare della nostra salvezza spirituale come ci ricorda Spurgeon quando dice: “La domanda che si pone al nostro cuore è: siamo cristiani o no? Abbiamo creduto in Cristo o no? La coscienza prende atto di tutte le nostre imperfezioni, mancanze e carenze, e dice: ‘No, quest’uomo non è cristiano; è colpevole di tali peccati.’ E molti cari figli di Dio hanno spesso ricevuto un verdetto nel tribunale della propria coscienza che è stato contrario alle loro speranze, perché la loro coscienza ha considerato solo un lato della questione, oppure hanno dimenticato qualche grande e importante verità che avrebbe dovuto essere menzionata davanti al tribunale, e allora il verdetto sarebbe stato diverso. C’è un significato di conforto benedetto in queste par...

Giona 2:9-10: L’illusione di confidare negli idoli!

 Giona 2:9-10: L’illusione di confidare negli idoli! Oggi le cose non sono molto cambiate dai tempi di Giona. Vediamo gli idoli che il Signore ha vietato di fare (Esodo 20:4-5), li vediamo nei luoghi di culto, o portati sulle spalle nelle feste cittadine. Un idolo è qualcosa realizzato da mani umane mediante uno strumento: scolpito nel legno, nella pietra, o inciso nel metallo, tagliato e modellato da mani umane, una rappresentazione artificiale di qualche essere divino. Ma gli idoli ci possono salvare? Ci possono liberare? Sono in grado di ascoltare le nostre preghiere? Giona scappava dalla chiamata del Signore di andare a predicare a Ninive.  Nella sua fuga s’imbarcò per Tarsis, ma il Signore scatenò una tempesta così grande che la nave era sul punto di sfasciarsi.  I marinai, secondo il volere di Giona, lo gettarono in acqua e per volere di Dio, un grande pesce lo divorò.  Dal ventre del pesce, Giona pregò il Signore (Giona 1-2). Nelle parole di questa preghi...