Isaia 25:1: Il Dio delle meraviglie
Isaia 25:1: Il Dio delle meraviglie
Quando l’anima scopre le meraviglie di Dio, non può fare altro che esplodere in adorazione.
Oggi ci troviamo davanti a uno dei versetti più potenti e carichi di significato dell’Antico Testamento. Isaia 25:1 è come un’esplosione di lode che attraversa i millenni e arriva fino ai nostri cuori stanchi e spesso dubbiosi.
Isaia profetizzò durante uno dei periodi più turbolenti della storia di Giuda (740-700 a.C. circa). L’Assiria minacciava costantemente, il regno del nord era già caduto (722 a.C.), e Gerusalemme viveva nell’ombra della paura.
In questo scenario di caos e incertezza, Dio ispira Isaia a proclamare una verità che trascende ogni circostanza umana: il Signore è Colui che controlla la storia secondo i suoi piani prestabiliti dall’eternità.
Una frase attribuita a Martyn Lloyd-Jones dice: “Dio non è mai preso alla sprovvista dalla storia umana; Egli la guida.”
Isaia 25:1 si trova nel cuore della sezione apocalittica di Isaia (capitoli 24-27), spesso chiamata “l’Apocalisse di Isaia.”
Dopo aver descritto il giudizio universale nel capitolo 24, il profeta esplode in questo cantico di lode che anticipa la vittoria finale di Dio.
Come osserva Fleming: “I principi di giudizio e salvezza che presenta sono quelli del Dio immutabile. Troveranno la loro espressione più completa nel possente trionfo di Dio alla fine della storia del mondo.”
In questo contesto di giudizio finale e salvezza, quando Dio distrugge ciò che gli uomini hanno orgogliosamente costruito, le persone si voltano e lo lodano (25:1-3).
Questo è esattamente ciò che fa Isaia: riconosce che la vittoria di Dio è stata pianificata fin dall’inizio, non è una reazione agli eventi, ma un piano eterno.
I LA DICHIARAZIONE
È:
A) La dichiarazione di fede della sovranità di Dio
“Signore, tu sei il mio Dio.”
Questa dichiarazione, non è una scoperta improvvisa, ma il riconoscimento di una realtà eterna che esisteva prima della nostra nascita e continuerà oltre la nostra morte.
Questa dichiarazione squarcia il velo dell’incertezza, è un riconoscimento del credente che non si sente orfano e abbandonato al caso.
In ebraico: “Signore” (Yahweh) e “Dio” (Elohim - plurale) sono due nomi che insieme esprimono potenza suprema. Non è una scoperta improvvisa, ma il riconoscimento di una realtà eterna.
“Signore” è il nome personale di Dio, rivelato a Mosè al roveto ardente come “Io sono Colui che sono” (Esodo 3:14).
Questo nome racchiude l’immutabile fedeltà di Dio verso il Suo popolo.
Non indica solo l’esistenza eterna di Dio, ma anche la Sua presenza costante e attiva nella storia.
È il Dio del patto, Colui che mantiene le promesse fatte ad Abramo, Isacco e Giacobbe (Salmo 89:34).
È il nome che esprime la grazia divina, così sacro che gli Ebrei non osavano pronunciarlo.
In “Signore” troviamo l’assicurazione che Dio è sempre presente, fedele, lo stesso ieri, oggi e domani, che subentra nella scena del Suo popolo per salvarlo con potenza.
“Dio” rivela il mistero della supremazia divina attraverso un plurale che sfida ogni logica umana: è un unico Dio in tre persone.
È un plurale intensificante e maestoso che esprime l’intensità suprema della divinità e il dominio regale nella pienezza del Suo potere (Genesi 1:1,26).
La forma plurale insegna che nessuna parola finita può trasmettere adeguatamente il carattere infinito di Dio.
Indica che Dio possiede in Sé tutti gli attributi divini, è assoluto ed esclusivo, e sintetizza tutta la potenza divina in una persona.
Elohim è l’unico vero Dio che esclude tutti gli altri e respinge ogni idea politeistica (Deuteronomio 4:35; 2 Samuele 7:22).
È il Creatore che dal nulla chiama all’esistenza ogni cosa (Genesi 1:1), il Sovrano che governa la storia, il Salvatore che interviene per il Suo popolo, il Giudice giusto (Salmo 50:6), l’Impareggiabile che non ha eguali (Isaia 40:28; 45:15).
È l’infinitamente più grande di tutto ciò che possiamo comprendere.
È:
B) La dichiarazione nel Signore in un Dio personale
Tutti abbiamo un Dio di qualche tipo, ma se il Signore non è il tuo Dio, chi lo è allora?
Nel caos assiro, Isaia non dice “Dio esiste” o “Dio è potente”, ma “TU SEI IL MIO DIO.”
Come direbbe una persona consapevole: “Mio Dio” è il grido di chi scopre il tesoro più prezioso dell’universo.
“Il mio Dio”, esprime l’intimità del patto personale che trasforma la teologia astratta in relazione vivente.
Si tratta di un riconoscimento confessionale di devozione e impegno, simile ad altre dichiarazioni di lealtà nei Salmi (31:14; 40:5; 86:2; 118:28; 140:6).
Isaia proclama il Signore come suo unico Dio, rifiutando categoricamente l’idolatria. È una chiara dichiarazione monoteista: solo il Signore merita la sua devozione e il suo culto.
“Signore, tu sei il mio Dio” è espressione formale che afferma la stretta relazione tra chi parla e Yahweh, con l’esclusione di tutti gli altri dèi (cfr. per esempio Salmo 63:1; 118:28).
“Il mio Dio” non indica che chi parla possiede Dio. Richiama il rapporto di alleanza in cui Dio rivendica Israele come Suo popolo e si presenta a loro come il loro Dio (cfr. per esempio Esodo 6:7).
È l’eco della promessa di Dio ad Abramo: “Io sarò il tuo Dio” (Genesi 17:7), e del nuovo patto: “Io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (Geremia 31:33).
È il passaggio dalla conoscenza intellettuale all’esperienza del cuore, dal “Dio di tutti” al "mio Dio personale”.
Questa confessione esprime una scelta personale di identificarsi con il nome e le opere di Dio.
Affermare che il Signore è “il mio Dio” è anche una dichiarazione di impegno a una relazione personale con Dio.
Questa relazione è una relazione in cui i cantori esaltano e ringraziano Dio, esprimendo apertamente apprezzamento per la sua grazia e fedeltà.
Ma la sua voce diventa rappresentativa – parla come portavoce del popolo redento, come uno che ha visto la salvezza finale di Dio.
In senso profetico, anticipa la voce di tutti i credenti che attraverso i secoli proclameranno questa stessa confessione.
Il profeta Isaia che, dopo aver descritto il giudizio devastante del capitolo 24, ora esplode in adorazione personale.
Quando tutto sembra crollare – le città distrutte, la terra devastata, i potenti umiliati – Isaia proclama una verità che trascende le circostanze: questo Dio terribile nel giudizio è lo STESSO Dio che è “mio”.
È una dichiarazione di fede nel momento più buio.
Quando diciamo “tu sei il mio Dio”, non stiamo eleggendo Dio alla Sua posizione, ma riconoscendo la Sua sovranità assoluta sulla nostra vita.
Che meraviglia straordinaria: il Creatore dell’universo desidera una relazione personale con noi!
Non è un obbligo pesante, ma il privilegio più grande che possiamo immaginare.
Il Dio che comanda alle stelle e governa le nazioni (cfr. per esempio Salmo 147:4; Isaia 40:26) sussurra al nostro cuore: “Tu sei mio.” E noi, con stupore e gratitudine, rispondiamo: “Tu sei il mio Dio.”
Non siamo schiavi di un tiranno distante, ma figli amati di un Padre che ci conosce per nome (Isaia 43:1; Giovanni 10:3).
Questa relazione non ci schiaccia sotto il peso del dovere, ma ci solleva alle altezze dell’amore divino.
Poter chiamare “mio” il Dio dell’universo non è una conquista umana, ma un dono di grazia (cfr. per esempio Romani 11:6; Efesini 2;8-9), il tesoro più prezioso che nessuna circostanza può rubarci (cfr. per esempio Romani 8:38-39).
• In un mondo che crolla, questa relazione rimane salda
• Nelle tempeste della vita, questo legame ci ancora alla Roccia Eterna (cfr. per esempio Salmo 18:2; Matteo 7:24-25).
“Tu sei il mio Dio”, sono parole che trasformano:
• Ogni sofferenza in speranza
• Ogni paura in fiducia
• Ogni solitudine in comunione divina
La domanda non è se Dio è sovrano – lo è sempre stato e sempre sarà. La domanda è: lo riconosci come TUO Dio? Questa confessione personale cambia tutto.
In secondo luogo, vediamo:
II LA DETERMINAZIONE
“Io ti esalterò, loderò il tuo nome.”
A) La determinazione nell’adorazione
Oggi, in questo mondo, Dio viene profanato più di quanto venga adorato.
Una citazione che viene attribuita a Charles Spurgeon dice: “L’adorazione è l’occupazione del cielo portata sulla terra. Quando adoriamo, partecipiamo già alla liturgia eterna.”
Isaia non sta esprimendo un’emozione momentanea, ma sta prendendo una decisione ferma e duratura.
Infatti, i verbi ebraici “ti esalterò” (ʾărômimkā – imperfetto polel coortativo attivo) che “loderò” (ʾôdeh – imperfetto hifil coortativo iussivo attivo) rivelano una determinazione incrollabile:
• “VOGLIO esaltarti intensamente!”
• “CONTINUERÒ a farlo!”
• “SONO RISOLUTO a lodarti e lo farò costantemente!”
È adorazione volitiva, intenzionale, costante! Quindi, oggi potremmo dire: non solo domenicale!
Allora questi non sono verbi di emozione passeggera, ma di decisione permanente. È la determinazione incrollabile di chi ha scelto l’adorazione come stile di vita, non come momento sporadico.
Isaia parla di “esaltazione” (rûm), cioè “ti alzerò in alto”, “innalzare” (cfr. per esempio Esodo 15:2; 2 Samuele 22:47; Salmo 118:28; 145:1), il riconoscimento che il Signore è alto ed elevato (cfr. per esempio Isaia 6:1).
Poi parla di “lode” (yāḏāh), che esprime il ringraziamento, è l’espressione vocale di ammirazione e gratitudine (cfr. per esempio Isaia 12:4).
Isaia sta esprimendo ringraziamento specifico e personale al carattere di Dio rivelato nelle Sue opere concrete, non una confessione pubblica generica.
È gratitudine mirata per ciò che Dio ha dimostrato di essere attraverso le Sue azioni di liberazione o doni (cfr. per esempio Genesi 29:35; 2 Samuele 22:50; 1 Cronache 29:13; Salmo 118:21).
Ma Isaia specifica “nome” (šim) che potrebbe indicare fama, reputazione (cfr. per esempio Proverbi 22:1; Ecclesiaste 7:1), o gli attributi specifici di Dio – i Suoi caratteri rivelati (cfr. per esempio Esodo 6:3; 34:14; Geremia 10:16), o la rappresentazione della Sua essenza, il Suo carattere (cfr. per esempio 1 Samuele 25:25), la Sua gloria manifesta, o Lui stesso (cfr. per esempio Salmo 54:8; 138:2).
Lodare il nome significa proclamare chi Dio è in tutta la Sua magnificenza.
“Nome” può rappresentare sia Dio che la Sua reputazione.
Ma in questo contesto indica l’intero essere e potenza di Dio
“Nome” qui rappresenta il potere salvifico di Dio che è la testimonianza duratura sulla terra della grazia di Dio e della sua disponibilità a dare aiuto dai nemici (Isaia 24:1-22; 25:2-9).
Questo è anche confermata dall’espressione “cose meravigliose.”
Allora è gratitudine per l’essere stesso di Dio sperimentato come potenza di salvezza attraverso le sue opere concrete.
“È sempre rassicurante vedere i piani violenti di una forza potente sventati nel tentativo di distruggere un avversario debole e vulnerabile. Alcuni avversari sembrano semplicemente troppo forti per difendersi, e cosa potrebbe essere più demoralizzante per i disperatamente deboli difensori di Israele del canto di vittoria di un nemico travolgente? Ma il Signore è capace di mettere a tacere quel canto di vittoria in un attimo e fermare l’assalto della potenza più potente. E quando il Suo popolo assiste a dimostrazioni così potenti della protezione di Dio, il risultato è una lode spontanea (25:1)” (Tremper Longman III).
B) La determinazione dell’adorazione della fede che attende
Benché al presente non ci sia traccia della potenza del Signore, Isaia esprime la fiducia nel Signore; sa che non deluderà le sue aspettative, le sue speranze riposte in Lui (cfr. per esempio Esodo 15:2; Salmo 30:2; 54:6-7; 145:1).
Isaia non aspetta di vedere il compimento per lodare. Loda nella visione, nella profezia, nell’attesa.
• È la fede che loda prima della vittoria
• È la fede che ringrazia in anticipo
• È la fede sicura dei “disegni fedeli e stabili” di Dio
Non adorazione emotiva, ma decisione teologica basata sulla natura immutabile di Dio.
Come Abramo che “Sperando contro speranza, credette” (Romani 4:18), o come Davide con la sua adorazione anticipatoria lodava Dio per vittorie future (Salmo 18:46-50; 27:6).
“L’adorazione vera inizia quando riconosci che Dio è infinitamente più grande dei tuoi problemi e infinitamente più fedele delle tue paure” (Louie Giglio).
Coloro che non provano alcun impulso a lodare Dio non hanno mai creduto veramente né conosciuto la Sua bontà.
Una fede genuina in Dio produce sempre gioia profonda nel celebrare il Suo nome.
“Se non lodassi e benedicessi Cristo mio Signore, meriterei che la mia lingua venisse strappata dalle radici della mia bocca. Se non benedicessi e non magnificassi il suo nome, meriterei che ogni pietra che calpesto per strada si levasse a maledire la mia ingratitudine, perché sono un debitore annegato alla misericordia di Dio – sopra la testa e le orecchie – all’amore infinito e alla compassione sconfinata. Non siete forse voi la stessa cosa? Allora vi ordino, per l’amore di Cristo, di svegliarvi, svegliate i vostri cuori ora per magnificare il suo glorioso nome.” (Spurgeon)
Infine, vediamo:
III LA MOTIVAZIONE
“Perché hai fatto cose meravigliose; i tuoi disegni, concepiti da tempo, sono fedeli e stabili.”
Troviamo le motivazioni per cui adorare il Signore nostro Dio.
La prima motivazione è:
A) Il Signore opera meraviglie
“Perché hai fatto cose meravigliose.”
Mentre molte chiese moderne hanno “normalizzato” Dio – creando un Dio annacquato senza poteri miracolosi che non merita adorazione appassionata – Isaia adora il Dio che fa meraviglie.
Commentando questa frase, John N. Oswalt scrive: “La fede biblica è radicata nel concetto di un Dio che non è prigioniero della normalità. Egli è in grado di fare cose straordinarie, e le fa, per salvare il suo popolo.”
“Cose meravigliose” (pělě) significa principalmente qualcosa che, misurato secondo gli standard di ciò a cui le persone sono abituate o di ciò che normalmente si aspettano, dell’ordinario, e che va oltre ciò che il potere umano può realizzare e ciò che il pensiero umano può anticipare, appare straordinario e meraviglioso.
Tali eventi oppure oggetti eccezionali, di solito evocano una reazione di stupore, meraviglia e lode da parte di chi li osserva; quindi, sono gli atti soprannaturali di Dio che sfidano la logica umana e sono spesso collegati agli atti salvifici del Signore come, per esempio, le azioni fatte per liberare Israele dall’Egitto (cfr. per esempio Esodo 15:11; Salmo 77:11,14; 78:12; 88:10,12; 89:5; Isaia 29:14).
Per esempio, il Mar Rosso che si apre (Esodo 14:21-22), il sole che si ferma (Giosuè 10:12-13), la resurrezione di Cristo (Efesini 1:19-20) – momenti in cui Dio spezza le leggi naturali per manifestare la Sua gloria.
Nel contesto di Isaia 25:1, le “cose meravigliose” si riferiscono alla vittoria di Dio sui nemici di Israele – nemici che rappresentano il male stesso.
Dio è il grande vincitore del male, e questa vittoria si manifesta nelle trasformazioni che solo Lui può operare:
• Cuori di pietra in cuori di carne
• Peccatori in santi
• Disperazione in speranza
• Morte in vita
Ogni trasformazione è una meraviglia che rivela la natura redentrice di Dio che vince sempre sul male.
C’è da dire che dal punto di vista divino il miracolo:
• Non è qualcosa di insolito – è la normalità di Dio
• Non è un’anomalia – è l’essenza di Dio
• Non è l’eccezione – è l’espressione della natura eterna di Dio che ci permette di intravedere la realtà dal Suo punto di vista
Una frase attribuita a J.I. Packer dice: “Le meraviglie di Dio non sono eccezioni alla sua normalità, ma rivelazioni della sua vera natura che trascende ogni limite creaturale.”
Non è il miracolo ad essere straordinario – è la nostra visione ad essere limitata!
Guardiamo attraverso uno specchio appannato e chiamiamo miracolo quello che è semplicemente la chiarezza di Dio.
Ogni volta che diciamo “impossibile”, dovremmo fermarci e chiederci: “Impossibile per chi? Per noi, o per Colui che ha creato le leggi stesse della natura?”
E quando preghiamo per un miracolo, non stiamo chiedendo a Dio di fare qualcosa di impossibile – stiamo chiedendo di vedere la Sua realtà irrompere nella nostra limitata percezione.
Ci sono miracoli trasformativi che ci forniscono una base per il momento presente di attesa, soprattutto in periodi difficili.
Come Israele, anzi di più, oggi abbiamo una scorta di miracoli che dobbiamo ricordare, che risalgono ai tempi dell’Antico Testamento e che ci sono preziosi!
La seconda motivazione per adorare Dio è:
B) Il Signore ha dei disegni che trascendono il tempo
“I tuoi disegni.”
Le opere meraviglie di Dio, i Suoi atti straordinari, non sono improvvisati, fanno parte dei Suoi disegni.
Isaia adora perché ha capito che dietro ogni evento c’è un DISEGNO divino concepito dall’eternità che non può essere frustrato!
Lo aveva anche detto precedentemente: “Il Signore degli eserciti l'ha giurato, dicendo: ‘In verità, come io penso, così sarà; come ho deciso, così avverrà. Frantumerò l’Assiro nel mio paese, lo calpesterò sui miei monti; allora il suo giogo sarà tolto da essi, e il suo carico sarà tolto dalle loro spalle.’ Questo è il piano deciso contro tutta la terra; questa è la mano stesa contro tutte le nazioni. Il Signore degli eserciti ha fatto questo piano; chi potrà frustrarlo? La sua mano è stesa; chi gliela farà ritirare?” (Isaia 14:24-27).
Nulla può impedire al Signore di eseguire un Suo piano! (Giobbe 42:2).
Nel contesto di Isaia 24-27, le “cose meravigliose” come anche i disegni includono il giudizio purificatore e la salvezza finale.
Dio distrugge ciò che è corrotto per edificare ciò che è eterno.
I disegni di Dio non sono solo per benedire – sono anche per giudicare!
Quello che sembra una vittoria temporanea del male è già stato sconfitto nei piani eterni di Dio!
(1) I disegni di Dio sono pianificati
Quello che sembra casuale agli uomini è sempre mirato e intenzionale per Dio! (cfr. per esempio Proverbi 16:9,33; Matteo 10:29-30; Giovanni 5:17; Romani 8:28; Efesini 1:11).
I piani di Dio non derivano da consulenze umane (cfr. per esempio Isaia 40:13)
Gli idoli non hanno piani (cfr. per esempio Isaia 19:3; 41:28; 44:26), e le persone fanno molti progetti, ma spesso falliscono (cfr. per esempio Isaia 19:11-12; 47:13).
Isaia invece conosce un Dio che agisce al momento giusto: le Sue azioni sembrano nuove, ma seguono piani eterni, fatti prima della creazione del mondo.
La parola “disegni” (ʿēṣôt - plurale) significa una serie di passaggi da eseguire o obiettivi da raggiungere che di certo si compiranno.
Per esempio, nel Salmo 33:11 è scritto: “La volontà del Signore sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d’età in età.” (cfr. Proverbi 19:21).
Isaia 46:10-11 dice: “Io annunzio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà; chiamo da oriente un uccello da preda, da una terra lontana l'uomo che effettui il mio disegno. Sí, io l’ho detto e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l’eseguirò.”
Questi “disegni” divini sono spesso posti in opposizione ai piani o all’opera degli avversari umani di Dio (Isaia 5:12, 19; 8:10; 10:7, 12; 14:24–27; 19:3, 11–12, 14–15, 17; 23:8–9; 28:21, 28; 29:15; 30:1).
Geoffrey W. Grogan scrive: “I piani e le azioni malefiche degli uomini non potranno mai sovvertire il proposito sovrano di Dio, eterno nella sua concezione, dichiarato nella sua parola ed eseguito a tempo debito.”
I disegni di Dio sono come i progetti di un architetto divino che ha già visto la cattedrale completata mentre noi vediamo solo le fondamenta che vengono gettate.
La parola “disegni” non indica semplici idee o desideri, ma piani strategici dettagliati che includono:
• La sequenza precisa degli eventi
• I mezzi per raggiungere l’obiettivo
• Il timing perfetto di ogni fase
• Le risorse necessarie per l’esecuzione
Non solo la visione finale, ma ogni singolo mattone, ogni arco, ogni dettaglio è già stato calcolato nei suoi piani.
(2) I piani di Dio sono preesistenti
“Concepiti da tempo.”
Dio non pianifica nel tempo – pianifica PRIMA del tempo!
“Concepiti da tempo” (mērāḥôq) significa “da lontano”, o “da tempo remoto” (2 Re 19:25; Isaia 22:11; 37:26).
È una distanza temporale così remota da essere insondabile, misteriosa e infinitamente preziosa.
Prima che Adamo ed Eva respirassero, Dio aveva già formato i Suoi piani (cfr. per esempio Efesini 1:4; 2:10; 3:11; 1 Pietro 1:20; Apocalisse 13:8), compresa la tua vita (cfr. per esempio Salmo 139:14-16; Geremia 1:5).
Non siamo coincidenze cosmiche – siamo capolavori preordinati!
I piani degli uomini hanno scadenza; i disegni di Dio hanno ETERNITÀ!
Dio non ha solo buone intenzioni, ma ha una serie specifica di passaggi da eseguire e obiettivi da raggiungere per la nostra vita, concepiti dall’eternità!
Mentre noi sentiamo solo le note che suonano ora, Dio ha composto l’intera sinfonia dell’eternità prima che esistesse il primo strumento.
Una citazione attribuita a Tozer dice: “I piani di Dio sono stati scritti nell’eternità passata per essere eseguiti nel tempo presente.”
• Noi vediamo i capitoli – Dio vede l’intera storia
• Noi vediamo le crisi – Dio vede le opportunità
• Noi vediamo il caos – Dio vede il capolavoro
Questo dovrebbe portarci a adorare Dio con fiducia e riverenza, sapendo che anche nelle circostanze più difficili, Egli sta operando secondo un piano perfetto concepito nell'eternità passata.
C) Il Signore ha piani fedeli e stabili
“Sono fedeli e stabili.”
I progetti formulati anticamente sono stati attuati con totale fedeltà.
Diciamo con profondo rispetto e adorazione: Dio opera con una visione a lungo raggio; i Suoi piani sono stati accuratamente elaborati e lungamente considerati e realizzati secondo la Sua perfetta fedeltà!
Un missionario in prigione per la fede scrisse sul muro della sua cella: “Il mio Dio regna ancora.” Non aveva altro che quella certezza, ma quella certezza era tutto.
I piani di Dio hanno tempi perfetti, come ha detto un saggio: “Dio non ha mai fretta e non è mai in ritardo; quando arriva è sempre puntuale.”
Talvolta pensiamo che Dio si sia scordato di noi, ma è solo un’impressione sbagliata.
Dio non anticipa né posticipa – il Suo è sempre il tempo perfetto.
La frase “sono fedeli e stabili” è una doppia enfasi sulla incrollabile certezza.
Infatti, sono due parole (fedeli - ʾemûnāh, stabili - ʾōmen) che hanno la stessa radice ebraica (’āmēn) e che esprimono la stessa verità fondamentale: l’assoluta affidabilità dei piani divini perché Dio è affidabile (cfr. per esempio Deuteronomio 32:4; Salmo 36:5; Isaia 11:5; Lamentazioni 3:23).
Messe insieme indicano “ogni fedeltà immaginabile, fedeltà perfetta, quintessenziale”, cioè l’essenza più pura, perfetta o tipica della fedeltà di Dio.
Isaia non si accontenta di dire che i disegni di Dio sono “fedeli” - aggiunge subito “e stabili”
È come se dicesse: “Non solo puoi fidarti, ma puoi contarci COMPLETAMENTE!”
I disegni di Dio non hanno solo UNA garanzia – hanno DOPPIA garanzia!
La combinazione dei due termini conferisce forza all’affermazione.
L’uso di queste due parole insieme dimostra che Isaia vuole eliminare ogni possibile dubbio: i piani di Dio concepiti dall’eternità non sono solo affidabili – sono IRREMOVIBILMENTE certi!
I piani di Dio non cambiano con le circostanze, non si adattano ai capricci umani. SONO ROCCIA IN MEZZO AL TERREMOTO.
I disegni di Dio non sono promessi instabili – sono GARANZIE ETERNE!
Non sono speranze incerte – sono CERTEZZE DIVINE!
La fedeltà del Signore rivela il Suo potere sovrano e la Sua determinazione a fare ciò che ha pianificato senza compromessi; sono piani stabiliti in modo permanente e non è possibile modificarli.
Il salmista è consapevole che l’intervento di Dio non è casuale, ma segue un piano divino, dimostrando così la sua fedeltà perfetta.
Queste parole di adorazione servono come parole di rassicurazione per coloro che ascoltavano il profeta parlare in Giuda in un periodo difficile.
Quando l’Assiria o Babilonia minacciavano di invadere la Giudea, il popolo di Dio poteva essere certo che ciò che il Signore aveva detto riguardo al futuro si sarebbe avverato esattamente come previsto.
Molte volte pensiamo che Dio sia piuttosto bravo a rispondere alle emergenze; certamente è il nostro aiuto e soccorritore (cfr. per esempio Salmo 121:1-2; Isaia 41:10), ma non deve sfuggirci questa verità: Dio ha il controllo totale su ciò che è accaduto, su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà!
A differenza dell’infedeltà e della slealtà umane, possiamo fidarci di Dio! (cfr. per esempio Numeri 23:19; 2 Timoteo 2:13).
Anche i cristiani di oggi possono avere questa stessa certezza: tutto rientra nel controllo sovrano di Dio, e niente – nessuna forza ostile o situazione difficile – può impedire che la Sua volontà si compia nella vita del Suo popolo.
Calvino osservava: “Quando le nostre menti sono perplesse da una varietà di pensieri inquieti a causa delle numerose angosce e afflizioni che accadono quotidianamente, dovremmo ricorrere immediatamente a Dio e fare affidamento sulla sua provvidenza; perché anche le più piccole calamità ci travolgeranno, se non ci affidiamo a Lui.”
CONCLUSIONE:
Dio non ha mai avuto un piano B per la tua vita!
Il suo piano A include anche le tue lacrime, le tue paure, le tue vittorie.
Tutto coopera al bene per quelli che lo amano secondo il suo piano (Romani 8:28).
Isaia stava parlando di situazioni difficili, stava parlando di nemici in senso fisico, di eserciti più potenti del popolo di Dio.
Oggi abbiamo circostanze difficili diverse da quelle di Isaia, ma il Dio delle meraviglie NON È CAMBIATO!
• Quando per esempio la malattia bussa alla nostra porta invochiamo: “Signore, tu sei il mio Dio”.
• Quando per esempio le finanze scarseggiano, dichiariamo: “Ti esalterò, loderò il tuo nome”.
• Quando il futuro è nebuloso, affermiamo: “I tuoi disegni eterni sono fedeli e stabili”.
E allora:
1) Sviluppa una mentalità di meraviglia
• Inizia ogni giorno adorando Dio per ciò che è
• Ringrazia per le meraviglie quotidiane
• Tieni un diario delle “opere meravigliose” che Dio compie nella tua vita
• Smetti di dare per scontato i miracoli ordinari
2) Confida nei piani eterni di Dio
• Nelle difficoltà, ricorda che Dio ha sempre un piano più grande
• Nelle attese, ricorda che i tempi di Dio sono perfetti
• Nelle incertezze, ricorda che nulla sorprende Dio
3) Vivi nella Sicurezza della Fedeltà Divina
• Smetti di dubitare delle promesse di Dio
• Inizia a pregare con maggiore audacia
• Condividi con altri la sicurezza che hai in Cristo
Isaia ci sfida a tre scelte rivoluzionarie:
• RICONOSCERE la sovranità di Dio sulla nostra vita
• ELEVARE la lode al di sopra delle circostanze
• RIPOSARE nei piani eterni di Dio
Come ha detto qualcuno: “Nessuno può fermare i piani di Dio. Nessuno può cambiare i suoi propositi. Quello che Dio ha deciso nell’eternità, si compie nel tempo. E noi siamo parte di questo piano meraviglioso.”
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