L’indelebile che svanisce – Solo Dio rimane
L’indelebile che svanisce – Solo Dio rimane
Ho comprato dei pennarelli che sulla confezione dichiaravano di essere indelebili. Volevo decorare la cover del mio smartphone con un disegno che restasse per sempre. Ho lavorato con cura, convinto di creare qualcosa di permanente. Ma nelle settimane successive ho notato che il disegno cominciava a sbiadire. I contorni perdevano nitidezza, i colori si attenuavano. Quello che doveva essere indelebile stava scomparendo.
Questa piccola delusione mi ha fatto riflettere su una verità più profonda: nella vita, spesso crediamo indelebile ciò che invece è destinato a svanire.
Ecco la verità che non vogliamo pensare:
I LA VITA È DI PASSAGGIO
La Scrittura è molto chiara su questo punto.
Giacomo scrive: “Che cos’è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce” (Giacomo 4:14).
Pensa al vapore che esce da una pentola d’acqua bollente, o al fiato visibile in una fredda mattina d’inverno. Per un attimo c’è, lo vedi chiaramente, ma un secondo dopo è già svanito. Non puoi afferrarlo, non puoi trattenerlo, non puoi conservarlo. È lì, e subito dopo non c’è più.
Giacomo usa questa immagine per descrivere la nostra esistenza.
Non sta dicendo che la vita è insignificante o priva di valore.
Sta dicendo che è breve, fugace, temporanea e la conseguente incertezza di tutti i piani umani.
Siamo qui per un istante nella scala dell’eternità, poi scompariamo.
Douglas Moo commenta: “La vita umana è inconsistente e transitoria, un minuto è qui e un minuto dopo è già passata. Malattia, morte accidentale o il ritorno di Cristo potrebbero troncare la nostra vita con la stessa rapidità con cui il sole del mattino dissipa la nebbia o un cambiamento di direzione del vento spazza via il fumo.”
Il contesto di Giacomo 4 rende questa verità ancora più pungente. Poco prima aveva scritto: “E ora a voi che dite: ‘Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo’; mentre non sapete quel che succederà domani!” (vv. 13-14).
John MacArthur scriveva: “La vita è tutt’altro che semplice. È una complessa matrice di forze, eventi, persone, imprevisti e circostanze su cui abbiamo poco o nessun controllo, rendendo impossibile per chiunque accertare, progettare o assicurare un futuro specifico. Nonostante ciò, alcune persone credono scioccamente di essere padroni della propria vita.”
Facciamo piani a lungo termine, programmiamo il futuro con sicurezza, come se tutto dipendesse da noi e come se avessimo tempo illimitato. Ma la realtà è che siamo vapore.
Non è pessimismo, è realismo. La nostra esistenza terrena è breve, fugace, temporanea.
Davide pregava così: “O Signore, fammi conoscere la mia fine e quale sia la misura dei miei giorni. Fa’ ch’io sappia quanto sono fragile. Ecco, tu hai ridotto la mia esistenza alla lunghezza di qualche palmo, la mia durata è come nulla davanti a te; certo, ogni uomo, benché saldo in piedi, non è che vanità. [Pausa]” (Salmo 39:4-5).
Davide non chiede a Dio di allungare i suoi giorni. Chiede di conoscere quanto sono brevi. Vuole sapere quanto è fragile.
Non è masochismo spirituale, è saggezza. Perché solo chi conosce la brevità della vita smette di sprecarla. Solo chi sa di essere fragile smette di vivere come se fosse invincibile.
“La lunghezza di qualche palmo” è misurare la vita con la mano.
Apri il palmo, conta la distanza dal pollice al mignolo. Ecco quanto lunga è la tua esistenza agli occhi di Dio, pochi centimetri! Nulla davanti a Dio dice Davide.
Anche se pensi di essere una persona “saldo in piedi” – anche quando ti senti forte, stabile, sicuro – non sei che vanità, cioè un soffio, un niente.
Davide aveva capito che vivere bene significa vivere consapevoli della fine.
Giobbe diceva: “I miei giorni se ne vanno piú veloci di un corriere; fuggono via senz’aver visto il bene; passano rapidi come navicelle di giunchi, come l’aquila che piomba sulla preda” (Giobbe 9:25-26).
Giobbe usa tre immagini di velocità.
• Il corriere che corre per portare notizie senza fermarsi poteva coprire lunghe distanze rapidamente
• Le navicelle di giunchi, leggere e veloci, che scivolano sull’acqua come se la sfiorassero
• L’aquila che si lancia in picchiata sulla preda a una velocità di 240 chilometri orari – un attimo e tutto è finito
Questa è la vita: non cammina, corre; non procede, fugge; non è statica, vola
E la frase centrale è devastante: “Fuggono via senz’aver visto il bene.”
I giorni passano così in fretta che non facciamo nemmeno in tempo a godere della vita. Corriamo, corriamo, corriamo... e quando ci fermiamo, è già sera.
Giobbe lo dice dal profondo della sofferenza, ma la verità vale per tutti. Il tempo non aspetta. La vita non rallenta. E un giorno ci accorgeremo che è già passata.
Eppure, viviamo come se fossimo eterni. Costruiamo, accumuliamo, pianifichiamo come se avessimo tutto il tempo del mondo (cfr. per esempio Luca 12:15-21).
Ma la realtà è diversa: siamo pellegrini, non residenti permanenti. Abraamo lo sapeva: “Io sono straniero e di passaggio tra di voi” (Genesi 23:4).
Paolo diceva ai credenti che la loro cittadinanza è in cielo (Filippesi 3:20-21).
L’autore di Ebrei riassume così la fede dei patriarchi: “Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra” (Ebrei 11:13).
Non si sono illusi di appartenere a questo mondo. Sapevano di essere di passaggio.
E continua: “Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò, Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, poiché ha preparato loro una città” (Ebrei 11:16).
Avevano capito che la vera patria non è qui. “Poiché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura” (Ebrei 13:14).
E Pietro diceva ai credenti che sono stranieri e pellegrini sulla terra (1 Pietro 1:17; 2:11).
La nostra vita terrena è come quel disegno fatto con pennarelli che sembravano indelebili: per quanto ci sembri nitida oggi, sta già cominciando a dissolversi.
A) La durata: tutto ciò che è terreno passa
Giovanni scrive: “E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1 Giovanni 2:17).
Il contrasto è netto: passa contro rimane. Non c’è via di mezzo.
O investi nel temporaneo e perdi tutto, o investi nell’eterno e guadagni tutto. È una questione di scelta razionale basata sulla verità rivelata di Dio.
Se la vita stessa è temporanea, non dovrebbe sorprenderci che tutto ciò che appartiene a questa esistenza lo sia altrettanto.
(1) Le relazioni umane cambiano
Non parlo solo di rotture o tradimenti, ma del fatto naturale che le persone evolvono, prendono strade diverse, cambiano.
• L’amicizia più stretta può raffreddarsi col tempo
• Chi giurava di esserci sempre può scegliere un altro cammino
• Chi oggi cammina al nostro fianco domani può prendere un’altra strada
Pensa all’amico con cui condividevi tutto dieci anni fa. Oggi, forse, vi scambiate solo un messaggio a Natale.
Il collega che era diventato come un fratello ha cambiato lavoro e la vostra amicizia si è raffreddata.
I figli crescono e prendono la loro strada, a volte così diversa da quella che avevi immaginato. Anche nei matrimoni più solidi ci sono stagioni di distanza.
Qualcuno che un tempo capiva ogni tua parola oggi sembra parlare un’altra lingua.
Non è cinismo, è la realtà di legami umani in un mondo in movimento che passa.
Anche i legami più stretti sono come corde che col tempo si allentano!
All’interno delle famiglie ci sono conflitti, raffreddamenti e divisioni.
Nessuna relazione umana porta la garanzia “per sempre” scritta nella sua natura.
(2) Le emozioni e i piaceri più intensi sbiadiscono
• Ricordi l’entusiasmo del primo giorno nel lavoro nuovo? Durato tre settimane
• La gioia della vacanza tanto attesa? Sbiadita prima ancora di tornare a casa
• Quel film che ti ha commosso fino alle lacrime? Oggi non ricordi nemmeno la trama
• La rabbia che ti consumava per quell'ingiustizia subita? Ora è solo un ricordo lontano
Anche i piaceri seguono lo stesso schema.
• La pizza del venerdì sera che tanto aspettavi è diventata abitudine
• Il nuovo smartphone che ti entusiasmava dopo un mese è già obsoleto ai tuoi occhi
• Il viaggio dei sogni, una volta tornato, lascia solo foto sul telefonino che guardi sempre meno
Le emozioni che ci definiscono sono come onde: arrivano, ci sommergono, poi si ritirano.
E il piacere è come il sale nell’acqua di mare: più ne bevi, più hai sete.
Inseguiamo sensazioni che promettono pienezza, ma offrono solo vuoto temporaneo.
Ciò che oggi è gioia, domani è noia; ciò che ieri ci esaltava, oggi ci lascia indifferenti.
(3) Il successo e il fallimento sono relativi
La medaglia d’oro di oggi è il metallo arrugginito di domani.
• Ricordi la laurea per cui hai studiato anni? Quanto è durata l’euforia? Qualche settimana, poi è diventata una riga sul curriculum
• La promozione che aspettavi da tanto? Dopo sei mesi, hai ricominciato a desiderare la prossima
• Il riconoscimento pubblico che ti ha fatto sentire importante? I complimenti sono durati una sera, il lunedì mattina eri di nuovo anonimo
Persino i nostri fallimenti sono temporanei – non riusciamo nemmeno a essere permanentemente sconfitti.
• Quel progetto andato male che pensavi ti avrebbe segnato per sempre? Probabilmente oggi non ci pensi nemmeno più
• L’esame che non hai superato e che sembrava la fine del mondo? Ora è solo un aneddoto
• La figuraccia che ti vergognavi di ricordare? Gli altri l’hanno dimenticata prima di te
Il tempo cancella le sconfitte come cancella i trionfi. Nessun risultato umano – né in positivo né in negativo – è davvero permanente.
(4) I possessi materiali si deteriorano o si perdono
Accumuliamo tesori in casseforti che la ruggine può aprire!
• La casa per cui hai fatto il mutuo di vent’anni? Dopo dieci anni, hai già la lista delle cose da riparare: il tetto che perde, la caldaia da sostituire, le pareti da ritinteggiare
• L’auto nuova che ti dava tanto orgoglio? Dopo il primo graffio nel parcheggio hai capito che era solo metallo destinato ad arrugginire
• Quel computer all’avanguardia pagato tanto? Obsoleto in tre anni
• Gli abiti firmati nell’armadio? Fuori moda o stretti
• I libri che pensavi di rileggere? Prendono polvere
• Le foto stampate? Sbiadiscono
• I ricordi digitali? Su hard disk possono cancellarsi anche domani
• E poi ci sono le perdite improvvise: un furto, un’alluvione, un incendio
• O semplicemente il trasloco in cui ti accorgi che metà delle cose che possedevi non le vuoi nemmeno più!
Così la casa comprata con sacrificio, l’automobile che ci dà sicurezza, gli oggetti che accumuliamo: tutto può essere perso in un istante.
Un incendio, una crisi, un furto, o semplicemente il tempo che consuma ogni cosa.
Gesù lo diceva chiaramente: “Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano” (Matteo 6:19).
Persino:
(5) La nostra identità cambia
Dieci anni fa eri sicuro di chi eri. Oggi?
Chi guardiamo nello specchio oggi, domani potrà essere un estraneo!
• Guardi le foto di allora e non ti riconosci
• Le cose in cui credevi con certezza assoluta ora le metti in discussione
• Le convinzioni che pensavamo incrollabili si evolvono con le esperienze
• I sogni che definivano la tua vita si sono modificati o abbandonati
• La carriera che pensavi sarebbe stata la tua per sempre? Magari l’hai cambiata due volte.
• Il lavoro che ci definisce può finire con un licenziamento
• Il tuo corpo non è più quello di ieri
o La salute che davi per scontata comincia a dare brutti segnali
o L’energia che avevi diminuisce
o La memoria non è più quella di prima
• Persino il tuo carattere cambia: cose che ti facevano arrabbiare ora ti lasciano indifferente, e viceversa
Chi siamo oggi non è chi eravamo ieri, né chi saremo domani.
Siamo in continua trasformazione. Siamo come alberi che cambiano foglie ad ogni stagione.
Scriviamo la nostra vita “con pennarelli che crediamo indelebili”, ma l’inchiostro sta già sbiadendo.
B) Il dramma: Tutto è vanità
Ecco il problema: siamo creature temporanee che cercano disperatamente permanenza.
• Vogliamo certezze in un mondo di cambiamenti
• Cerchiamo sicurezza in ciò che è instabile per natura
• Ci aggrappiamo a ciò che sta già scivolando via
“Vanità delle vanità, dice l’Ecclesiaste, vanità delle vanità, tutto è vanità” (Ecclesiaste 1:2).
La parola Ebraica per “vanità” (hĕbēl) letteralmente denota, “vapore”, “soffio”, o “respiro” (cfr. per esempio, Salmo 144:4; Proverbi 21:6; Isaia 57:13); ma qui seguendo il significato della parola, è usato metaforicamente per indicare inconsistente, senza sostanza, che non ha valore, senza senso, privo di significato, vuoto, futile, inutile, inconsistente, illusorio (cfr. per esempio Giobbe 9:29; 35:16; Salmo 62:9; 94:11; Proverbi 21:6; 31:30; Isaia 30:7; 49:4; Geremia 8:19; 10:15;16:19; 51:18; Zaccaria 10:2), fragile, temporaneo, come la vita illustrata dal vapore (cfr. per esempio Giobbe 7:16; Salmo 39:5-6; 78:33; 144:4).
Derek Kidner scrive: “Un filo di vapore, uno sbuffo di vento, un semplice respiro – niente su cui potresti mettere le mani; la cosa più vicina a zero. Questa è la ‘vanità’ di cui parla questo libro.”
Tutto è inconsistente, privo di significato, tutto svanisce più o meno rapidamente e completamente, non lascia alcun risultato, o nessun risultato adeguato dietro, e quindi non riesce a soddisfare il cuore di una persona, che desidera naturalmente qualcosa di stabile e duraturo che gli dia serenità, sicurezza, scopo e significato, quindi illusorio!
Salomone non era depresso, era lucido. Vedeva che ogni sforzo umano di creare qualcosa di permanente è come “correre dietro al vento” (Ecclesiaste 1:14).
La ricerca di un significato, o di un senso terreno è come tentare di catturare il vento: un’impresa impossibile e insoddisfacente.
“Correre” (rĕʿût) è sforzarsi, un tentativo faticoso di raggiungere un obiettivo; uno sforzo per qualcosa che si desidera tanto da perseguirlo attivamente (cfr. per esempio Ecclesiaste 1:14; 2:11,17,26; 4:4, 6; 6:9).
Anche il vento (rûaḥ), un fenomeno naturale (cfr. per esempio Genesi 8:1, Ecclesiaste 1:6), è spesso una metafora di cose che non hanno alcun valore duraturo, o sono inconsistenti, il “vento” indica futilità, o mancanza di significato (cfr. per esempio Isaia 41:29; Michea 2:11).
Come cercare di catturare il vento senza prenderlo, così si cerca di capire il senso, o il significato della vita, ma senza avere successo!
Questa metafora sottolinea l’inutilità di ogni sforzo umano; rafforza l’idea di futilità, poiché inseguire il vento è un’impresa impossibile e inutile, descrive qualcosa di impossibile da realizzare.
L’implicazione della frase “è un correre dietro al vento”, può essere descritta in questo modo: non puoi mai prendere il vento e controllarlo, o guidarlo!
Allo stesso modo non possiamo mai aspettarci di capire tutto ciò che accade in questo mondo.
Quindi quello che vuole dire Salomone che tutto ciò che si fa sotto il sole è uno sforzo insensato perché non porta da nessuna parte!
La metafora del vento suggerisce l’impossibilità di raggiungere il significato, o il senso ultimo della vita e i limiti dell’umanità.
Cercare di catturare il senso, o il significato della vita, al di fuori di Dio è come correre dietro il vento per catturarlo, il che è impossibile.
E quando scopriamo che tutto sbiadisce, reagiamo con angoscia, delusione, talvolta disperazione.
Ci sentiamo traditi dalla vita, ingannati dalle promesse di stabilità che il mondo ci fa.
Perché gli uomini si aggrappano così disperatamente a ciò che passa? Perché hanno paura di guardare in faccia l’eternità.
L’uomo moderno si ubriaca di attività, si stordisce con i piaceri, si seppellisce nel lavoro - tutto per non pensare alla morte e a ciò che viene dopo.
Ma il cristiano non teme di guardare la realtà: sì, tutto passa. Sì, la morte viene. Ma Cristo ha vinto la morte! (1 Corinzi 15) e chi è in Cristo non ha nulla da temere.
Consideriamo ora:
II CIÒ CHE RIMANE PER SEMPRE
Consideriamo due aspetti importanti che riguardano ciò che rimane per sempre.
Prima di tutto:
A) Dio
In Malachia 3:6 è scritto: “Poiché io, il Signore, non cambio.”
In un mondo dove tutto è scritto “con inchiostro che sbiadisce”, Dio è l’unica certezza incancellabile!
Vediamo quattro aspetti:
(1) La vita di Dio non cambia
Infatti, più volte la Bibbia dice che Dio è eterno (cfr. per esempio Deuteronomio 33:27; Salmo 90:2; Isaia 40:28; 1 Timoteo 1:17).
L’immutabilità di Dio è legata alla Sua eternità, ma non sono identici.
L’eternità di Dio significa che Dio è sempre esistito e sempre esisterà; niente viene prima di Lui e nulla verrà dopo.
L’immutabilità di Dio significa che Dio è sempre lo stesso nel Suo essere eterno.
Dio non può mutare perché vive fuori dal tempo; solo gli esseri che vivono nel tempo sono sottoposti al mutamento.
È interessante per chi nasce e cresce in un posto fino a un certo periodo, poi va via e dopo diversi anni ritorna e rivede le persone che conosceva, ma con i cambiamenti segnati dal tempo, dalle malattie o dallo stress: rughe, capelli bianchi o senza capelli e così via.
Ma lo stesso vale anche per te che ritorni, quando qualcuno ti rivede dopo tanto tempo, vive lo stesso piccolo shock: “Ma guarda com’è cambiato!”.
È un gioco di specchi in cui ognuno diventa, per l’altro, la prova vivente che la vita è andata avanti.
• Noi siamo logorati dal tempo a causa del peccato – Dio no!
• Noi abbiamo avuto un inizio e moriremo – Dio no!
• Noi siamo come candele che si consumano bruciando – Dio è la luce eterna che non necessita di combustibile!
• Noi invecchiamo – Dio resta “giovane” per sempre!
• Noi ci stanchiamo – Dio non conosce fatica!
• Noi decliniamo – Dio rimane nella pienezza della Sua vita!
Dio non ha avuto inizio e non avrà mai fine; da eternità in eternità è Dio e sarà Dio! (Salmo 90:2).
Il cambiamento è prevedibile solo in soggetti esistenti nel tempo. Se affermiamo che Dio è senza tempo, dobbiamo anche affermare che Egli è immutabile.
Il Salmo 102:23-27 dice: “Egli ha stremato le mie forze durante il cammino; ha abbreviato i miei giorni. Ho detto: ‘Dio mio, non portarmi via a metà dei miei giorni!’ I tuoi anni durano per ogni generazione: nel passato tu hai creato la terra e i cieli sono opera delle tue mani; essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si consumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati. Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine.”
L’universo stesso ha una data di scadenza. Ma quando tutto sarà cenere, Dio sarà ancora lì, identico a com’era prima che esistesse il tempo.
Il salmista sta affermando che la natura di Dio e quindi la vita di Dio non cambiano!
• La vita di Dio non cresce e nemmeno decresce!
• Dio non matura o si sviluppa come noi che da bambini passiamo all’adolescenza, poi all’età adulta fino alla vecchiaia, consumandoci come un vestito!
• Dio non acquisisce nuove forze e nemmeno perde quelle che aveva!
(2) Il carattere di Dio non cambia
Johannes Quenstedt, parlando dell’immutabilità di Dio dice: “L’immutabilità è la perpetua identità dell’essenza divina e di tutte le Sue perfezioni, assieme alla negazione di ogni mutamento, sia fisico che etico.”
Pensa a quanto è cambiato nella tua vita negli ultimi dieci anni: le persone, le circostanze, i sogni, la salute, il lavoro. Tutto si è mosso, evoluto, trasformato.
Ma Dio? Dio non è cambiato di una virgola!
• Mentre tu cambi opinione – Dio resta fermo
• Mentre il mondo cambia valori – Dio resta giusto
• Mentre le mode cambiano ciò che è accettabile – Dio resta santo
• Mentre le relazioni cambiano intensità – Dio resta fedele.
Il carattere di Dio non cambia con il tempo!
• Quello che Dio era quando eri bambino, lo è ancora oggi
• Quello che Dio era quando Abraamo camminava sulla terra, lo è ancora adesso
• Quello che Dio sarà tra mille anni, lo è già in questo momento
Dio resta lo stesso. Per esempio:
• La Sua fedeltà non dipende dal tuo umore
• Il Suo amore non diminuisce quando tu sbagli
• La Sua potenza non si esaurisce quando tu sei debole
Al contrario di noi:
• La tensione, un trauma, un intervento chirurgico possono cambiare una persona!
• Un tradimento può rendere cinico chi era fiducioso
• Una delusione può rendere amaro chi era dolce
• Una malattia può rendere fragile chi era forte
Ma nulla – assolutamente nulla – può alterare il carattere di Dio!
Nel corso della vita, i gusti, il modo di vedere le cose, anche alcuni tratti del carattere possono cambiare, ma nulla del genere accade al Creatore.
Nulla può far cambiare il Creatore Sovrano.
Dio non diventa mai meno verace, meno misericordioso, o meno giusto o buono di quello che era prima.
Questa è la differenza radicale tra noi e Dio: noi siamo creature in divenire, in costante trasformazione.
Dio è l’Essere eterno, l’IO SONO. Noi diventiamo quello che non eravamo. Dio è sempre stato, è, e sempre sarà esattamente quello che è.
Dio non è qualcuno che diventa, qualcosa di astratto, un nulla che può diventare qualsiasi cosa; ciò che Lui è, lo è dall’eternità, da sempre!
È impossibile che Dio possa cambiare! Dio non è oscurato dal cambiamento! Il carattere di Dio non cambia! (Giacomo 1:17).
Perciò Dio non va dal migliore al peggiore, nemmeno dal peggiore al migliore, né diventare qualcun altro, perché è perfetto così come è!
Non ci sarà mai nessun cambiamento in Dio, perché non è necessario un cambiamento e nemmeno può essere possibile.
(3) La verità di Dio non cambia
La verità di Dio non cambia perché Dio è Onnisciente e Presciente, se Dio non sapesse tutte le cose sarebbe mutevole nella sua conoscenza e quindi nella verità.
Noi, a volte diciamo cose che in effetti non vogliamo dire perché non abbiamo le idee chiare, a volte possiamo cambiare idea su un argomento; altre volte ci rimangiamo quello che diciamo perché abbiamo capito di essere nel torto o per altri motivi.
Noi uomini siamo instabili e quindi anche le nostre parole, ma la parola di Dio no!
Pensa a quante cose che un tempo consideravi verità assolute si sono rivelate false o superate.
• Le teorie scientifiche che studiavi a scuola? Molte sono state corrette o abbandonate
• Le filosofie che andavano di moda vent'anni fa? Oggi nessuno ne parla più
• I best-seller che tutti leggevano? Dimenticati
• Le notizie che sembravano epocali? Chi se le ricorda?
• Le certezze che avevi da giovane? Molte le hai abbandonate
I libri di testo che studiavi sono stati riscritti; le mappe che usavi sono state ridisegnate; le verità scientifiche che imparavi sono state smentite.
Ma la Bibbia che tuo nonno leggeva sotto la lampada a petrolio dice le stesse verità che leggi tu oggi sul tuo smartphone.
La Parola di Dio permane in eterno!
Isaia 40:8 ci ricorda che: “L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura per sempre.” (cfr. per esempio Salmo 90:5-6; 119:89,151,152).
L’erba e i fiori sono emblemi di bellezza, vitalità e apparente forza, ma la loro durata è effimera. Nel clima mediorientale, l’erba verde di primavera si secca rapidamente sotto il sole estivo, e i fiori più splendidi appassiscono in pochi giorni.
Così è la vita umana e tutto ciò che l’uomo costruisce – per quanto glorioso possa sembrare, è destinato a passare.
In opposizione netta a questa fragilità, la Parola di Dio “dura per sempre” (Yāqûm’ lĕʿôlām).
Ciò che Dio ha detto millenni fa rimane vero e potente oggi.
E ancora Gesù disse: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24:35).
Le realtà che ci sembrano più permanenti e immutabili come il cielo e la terra, sono destinate a passare. Eppure, le Sue parole hanno una durata superiore persino alla creazione fisica.
Mentre l’universo che vediamo è temporale (cfr. per esempio 2 Pietro 3:12), la Parola di Dio rimane per sempre.
Ciò che Gesù ha detto duemila anni fa è ancora vivo, attuale e potente oggi.
In un mondo dove tutto cambia, dove le mode passano, le ideologie si trasformano e persino le montagne si sgretolano, possiamo ancorarci con fiducia alle parole di Cristo. Sono l’unica vera certezza.
Nel contesto del discorso escatologico di Matteo 24, questa affermazione rassicura i discepoli: qualunque sconvolgimento avvenga, le promesse di Cristo rimangono incrollabili. La Sua Parola è il fondamento eterno su cui costruire la nostra vita.
Imperi sono caduti: l’Egitto dei Faraoni, l’Impero Romano, il Terzo Reich.
Civiltà sono scomparse. Filosofie brillanti sono state dimenticate.
Ma la Parola di Dio attraversa i millenni senza perdere nulla della sua potenza, della sua rilevanza, della sua verità.
Ciò che Dio ha detto tremila anni fa è ancora vivo e attivo oggi. È l’unica scrittura veramente indelebile.
La Parola di Dio:
• Non sbiadisce
• Non invecchia
• Non diventa obsoleta
• Non si tratta di reliquie di un’età remota, ma piuttosto di una rivelazione eternamente valida del pensiero di Dio per ogni generazione, finché dura il mondo.
In un’epoca di fake news, post-verità e narrazioni in continua evoluzione, la Parola di Dio resta l’unica verità incrollabile.
Mentre tutto sbiadisce come scritto con pennarelli che si credevano indelebili, la Parola di Dio è scritta con l’inchiostro dell’eternità.
Infine:
(4) I propositi di Dio non cambiano
Ebrei 6:17 dice: “Così Dio, volendo mostrare con maggiore evidenza agli eredi della promessa l’immutabilità del suo proposito, intervenne con un giuramento.”
In questo versetto leggiamo che il proposito di Dio è immutabile, e si riferisce in questo caso al fatto che Dio fece la promessa ad Abraamo che lo avrebbe benedetto e moltiplicato grandemente, Dio realizzò questa promessa ad Abraamo e Abraamo la vide realizzarsi e cioè la nascita di Isacco e anche il suo risparmio quando Dio gli chiese di offrirlo in sacrificio, poi da Isacco sarebbe nata una grande discendenza il popolo di Israele, Gesù e quindi noi in Cristo (cfr. per esempio Genesi 22:15-18; Ebrei 11:17-19; Galati 3:6-18).
Questo è possibile perché il piano di Dio è infallibile, come ci ricorda il Salmo 33:11: “La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d’età in età.” (cfr. per esempio Giobbe 23:13; Proverbi 19:21).
In Isaia 46:9-10, Dio riafferma la Sua unicità e sovranità dichiarando che solo Lui è Dio, senza paragoni. Egli conosce la fine fin dal principio e annuncia ciò che ancora non è avvenuto, dimostrando la Sua onniscienza e il Suo controllo sulla storia.
Il Signore afferma con certezza che il Suo piano sussisterà e che Egli metterà in atto tutta la Sua volontà.
Ciò che Dio ha detto, lo farà avvenire; ciò che ha progettato, lo eseguirà. Nessuna forza umana o circostanza può impedire il compimento del piano divino.
I piani di Dio sono concepiti sulla base della Sua prescienza ed essendo onnipotente i Suoi piani non possono cambiare e né essere frustrati.
Quello che Dio fa nel tempo, lo ha progettato dall’eternità. E tutto ciò che egli ha progettato fin dall’eternità, lo compie infallibilmente nel tempo. (cfr. per esempio Matteo 13:35; 25:34; Efesini 1:4 ,11; 3:9,11; 2 Timoteo 2:19; 1 Pietro 1:20; Apocalisse 13:8).
Ciò che Dio ha determinato Lui realizzerà sicuramente, il Suo progetto è immutabile!
I nostri piani sono scritti a matita – possiamo cancellarli e riscriverli.
I piani di Dio sono scolpiti nella roccia dell’eternità – nessuno può modificarli, nessuna circostanza può frustrarli.
Molto spesso i nostri progetti possono cambiare: a volte gli studi, il lavoro, le vacanze, devono subire dei mutamenti forse perché siamo stati superficiali nei calcoli, non abbiamo avuto discernimento, forse perché abbiamo fatto il passo più lungo della gamba e ci siamo incamminati in un qualcosa più grande delle nostre possibilità.
Quante volte hai dovuto adattarti, ripiegare, fare marcia indietro? Dio non ha mai pronunciato queste parole, non ne ha bisogno! Il Suo piano A è perfetto, e non esiste un piano B!
Dio non rivede e cambia il proprio piano! Dio non lo fa mai, non ne ha bisogno, perché i suoi piani sono concepiti sulla base di una conoscenza e di un controllo totale, che si estendono a tutte le cose e a tutti i tempi (passato, presente e futuro); in questo modo non possono esservi emergenze improvvise o sviluppi imprevisti che lo colgano di sorpresa.
• Noi reagiamo agli eventi – Dio li orchestra!
• Noi ci adattiamo alle circostanze – Dio le governa!
• Noi subiamo il futuro – Dio lo ha già scritto e lo sta realizzando con precisione millimetrica!
Per esempio, il sacrificio di Cristo non è stato un piano d’emergenza, un ripensamento divino, una toppa messa dopo il disastro del peccato. Era il piano di Dio dall’eternità come ci dice 1 Pietro 1:18-20.
Ogni dettaglio della tua salvezza era già stabilito prima che esistesse il tempo (cfr. per esempio Romani 8:28-39; Efesini 1:3-14; Filippesi 1:6).
Questo è il Dio che ci ha creati: un Dio che non improvvisa, non si adatta, non cambia rotta!
Il Suo progetto per te è stato concepito nell’eternità e sarà completato nella perfezione.
Dio è presciente e onnisciente, sovrano e onnipotente, giusto, saggio e perfetto; quindi, non ha bisogno di correggere i Suoi piani!
Infine, consideriamo:
B) La salvezza in Cristo è eterna
Pensa a tutte le cose su cui hai costruito la tua sicurezza che poi sono crollate.
• La relazione che pensavi sarebbe durata per sempre? Finita!
• Il lavoro che credevi stabile? Perso!
• La salute che davi per scontata? Compromessa!
• I soldi risparmiati con fatica? Volatilizzati in una crisi!
• La reputazione che avevi costruito? Danneggiata in un attimo!
Costruiamo torri di certezze che il primo vento abbatte, perché non sono fondate su Cristo, che è la Roccia eterna. Ancoriamo la nostra vita a cose che si rivelano sabbia mobile.
Ma se la tua sicurezza è in Cristo, c’è qualcosa che nessuno può toglierti!
Gesù disse: “E io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano.” (Giovanni 10:28).
• Non è un contratto che scade
• Non dipende dalla tua performance
• Non è garantito finché “fai il bravo”
È un dono eterno, sigillato dal sangue di Cristo, custodito dalla potenza di Dio. È una fortezza inespugnabile quando tutto il resto crolla (cfr. per esempio Romani 6:23; Ebrei 9:12; 1 Pietro 1:3-5).
• Puoi perdere il lavoro, ma non puoi perdere la salvezza dai peccati e dal giudizio di Dio
• Puoi perdere la casa, ma non puoi perdere il posto che Cristo ti ha preparato in cielo
• Puoi perdere la salute, ma non puoi perdere la vita eterna
• Puoi perdere la reputazione, ma non puoi perdere lo status di figlio di Dio
Le cose temporali scivolano via come acqua tra le dita e la salvezza? La salvezza è scolpita nella roccia eterna!
Paolo incoraggia i credenti con queste parole: “Chi li condannerà? Cristo Gesú è colui che è morto e, ancor piú, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? …Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesú, nostro Signore” (Romani 8:34-35, 38-39).
Niente – assolutamente NIENTE – può separarti dall’amore di Dio in Cristo.
L’amico che giurava di esserci sempre può andarsene. Il coniuge che prometteva fedeltà può tradire.
Ma l’amore di Dio in Cristo?
• Incancellabile come il nome inciso nella palma delle Sue mani! (cfr. per esempio Isaia 49:16; Giovanni 10:29-29)
• Eterno come il trono dal quale regna! (cfr. per esempio Salmo 45:6; Ebrei 1:8)
• Sicuro come la promessa suggellata nel sangue! (cfr. per esempio Ebrei 9:12; 13:20)
Tutto il resto è scritto con l’inchiostro che sbiadisce. La salvezza è incisa nel granito dell’eternità!
CONCLUSIONE: DOVE INVESTIRE?
Gesù ci pone davanti a una scelta radicale. Ci avverte che tutto ciò che accumuliamo sulla terra è destinato a deteriorarsi o essere perso.
Poi dice: “Ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (Matteo 6:20-21).
Dov’è il tuo tesoro? Non dove dici che sia, ma dove passano il tuo tempo, i tuoi pensieri, le tue energie.
Su cosa stai costruendo la tua vita?
Puoi continuare a scrivere con pennarelli che credi indelebili su superfici temporanee, illudendoti che qualcosa di questo mondo duri per sempre.
Oppure puoi ancorarti a ciò che è veramente eterno: Dio che non cambia, la Sua Parola che non passa, la salvezza in Cristo che nessuno può rapire.
Questo non significa disprezzare la vita terrena, ma darle il giusto posto.
• Ama le persone senza cercare in loro la sicurezza che solo Dio può dare
• Lavora con impegno senza costruire la tua identità sul successo temporaneo
• Godi dei beni materiali che Dio ti dà senza cercare in essi una stabilità impossibile
Il tempo per scegliere è adesso. Perché anche tu sei vapore. Anche la tua vita sta già sbiadendo.
Ma chi costruisce su Dio in Cristo costruisce per l’eternità.
• La vita è breve
• Il tempo passa
• Tutto sbiadisce
Ma Dio rimane! E chi è in Lui, rimane con Lui per sempre!
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