DIO È MORTO (2)
DIO È MORTO (2)
La scorsa volta abbiamo iniziato a esaminare cinque modi in cui la cultura moderna dichiara “Dio è morto”. Vi ricordate quali fossero?
1) Dio è irrilevante – “Non mi serve per vivere”
2) Dio è assente – “Dov’era quando ne avevo bisogno?”
3) Dio è sostituito – “Ho trovato altre cose che mi danno senso”
4) Dio è superato – “Era un’idea del passato”
5) Dio è inaccettabile – “Non voglio un Dio come quello della Bibbia”
Abbiamo visto le prime tre obiezioni.
Abbiamo scoperto che:
• Dio non è irrilevante – è il fondamento stesso della nostra esistenza. Viviamo, ci muoviamo ed esistiamo in Lui.
• Dio non è assente – è presente nel dolore, in Cristo è stato crocifisso e risuscitato il terzo giorno.
• Dio non può essere sostituito – solo Lui è la sorgente d’acqua viva che soddisfa davvero. Tutto il resto sono cisterne screpolate.
Oggi affrontiamo le ultime due obiezioni. E queste sono forse le più diffuse nel nostro tempo:
• Dio è superato – l’idea che la scienza, la tecnologia, il progresso umano abbiano reso Dio obsoleto.
“Forse serviva ai nostri antenati ignoranti, ma oggi siamo oltre”.
• Dio è inaccettabile – il rifiuto del Dio della Bibbia perché non corrisponde ai nostri standard morali moderni.
“Se Dio è come lo descrive la Bibbia – che giudica, che chiede obbedienza, che definisce il peccato – allora non lo voglio.”
E poi concluderemo con il grande rovesciamento: non è Dio che è morto, lo siamo noi. E Dio è venuto a resuscitarci.
Cominciamo. Dio è morto quando diciamo, o pensiamo che sia:
Ma Dio, per la Sua natura non può essere superato.
Vediamo:
A) L’obiezione progressista
“Guarda, forse Dio era necessario per i nostri antenati. Quando non capivano il fulmine, dicevano “è Zeus”. Quando non capivano la malattia, pregavano. Ma oggi abbiamo la scienza. Abbiamo la medicina. Abbiamo la tecnologia. Sappiamo che il fulmine è una scarica elettrica, non un dio arrabbiato. Dio era l’ipotesi di chi non aveva altre risposte. Ora abbiamo le risposte. Dio è un concetto superato, come credere che la terra sia piatta”.
Questa visione – chiamata “secolarizzazione progressiva” – ritiene che la storia umana si muova linearmente dall’ignoranza religiosa alla conoscenza scientifica.
Dio era una fase, ora siamo oltre: la società si emancipa progressivamente dalla religione, spostando il focus dal trascendente al terreno, dalla fede alla ragione, da Dio all’uomo – fino a mettere l’umanità al posto di Dio al centro del mondo.
B) La valutazione errata
Questa obiezione progressista commette un errore fondamentale: confonde spiegazione scientifica con significato esistenziale. Sono due domande completamente diverse.
La scienza risponde a “come?” Per esempio:
• Come funziona il fulmine?
• Come si sviluppa la malattia?
• Come funziona il sistema immunitario?
• Come si genera l’elettricità?
• Come si trasmettono i segnali nervosi?
La fede risponde a “perché?”, per esempio:
• Perché esistiamo?
• Perché esiste qualcosa invece di nulla?
• Perché la vita ha valore?
• Perché distinguiamo il bene dal male?
• Perché esiste la sofferenza?
La scienza risponde al “come”, ma lascia il “perché” senza risposta:
• Sapere come funziona il cuore non ti dice perché vale la pena amare
• Sapere come si trasmettono i segnali nervosi non ti dice perché dovremmo scegliere il bene invece del male
• Sapere come funziona il cervello non ti dice perché la tua vita ha dignità e valore
• Sapere come si genera l’elettricità non ti dice perché esistiamo con uno scopo invece che per puro caso
• Sapere come funziona l’universo non ti dice perché esistono le leggi della fisica invece del nulla assoluto
La scienza descrive il meccanismo. Solo Dio dà il significato.
C) La motivazione per cui Dio non può essere superato
La motivazione riguarda la Sua natura: Dio è eterno e immutabile, ecco perché non può essere superato!
Il teologo A.W. Tozer scriveva: “Dio non cambia. In tutto l’universo non c’è nulla di così stabile, di così certo come Dio. Nel Suo essere, nei Suoi attributi, nella Sua verità - Egli rimane eternamente lo stesso.”
L’immutabilità di Dio è legata alla Sua eternità, ma non sono la stessa cosa.
L’eternità di Dio significa che Dio è sempre esistito e sempre esisterà; niente viene prima di Lui e nulla verrà dopo.
L’immutabilità di Dio significa che Dio è sempre lo stesso nel Suo essere eterno.
Dio non può mutare perché vive fuori dal tempo. Solo gli esseri che vivono nel tempo sono soggetti al mutamento.
Il Salmo 102:23-27 dice: “Egli ha stremato le mie forze durante il cammino; ha abbreviato i miei giorni. Ho detto: ‘Dio mio, non portarmi via a metà dei miei giorni!’ I tuoi anni durano per ogni generazione: nel passato tu hai creato la terra e i cieli sono opera delle tue mani; essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si consumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati. Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine.”
Dio il Creatore è eterno, immutabile, stabile: il punto fermo che non passa.
L’umanità invece è creatura dalla vita breve, vulnerabile, che si consuma come un vestito.
Cosa non cambia mai in Dio?
• La Sua vita – Dio è eterno (cfr. per esempio Isaia 40:28; 1 Timoteo 1:17)
• Il Suo carattere – Dio non muta (cfr. per esempio Malachia 3:6; Giacomo 1:17)
• La Sua verità – la Parola di Dio dura per sempre (cfr. per esempio Isaia 40:8; Matteo 24:35)
• I Suoi propositi – i piani di Dio sono immutabili (cfr. per esempio Salmo 33:11; Ebrei 6:17)
Dio non è un prodotto culturale che evolve con le mode umane. È la realtà fondamentale su cui tutto il resto poggia.
Tutto cambia:
• Le culture cambiano
• Le tecnologie cambiano
• Le filosofie cambiano
Ma Dio rimane!
Ogni generazione dichiara vittoria su Dio:
• L’illuminismo: “La ragione ha sostituito la fede!”
• Il positivismo: “La scienza ha reso Dio obsoleto!”
• Il modernismo: “L’uomo autonomo non ha bisogno di Dio!”
• Il postmodernismo: “Non ci sono verità assolute, quindi nessun Dio può essere la sola verità!”
Ma guarda cosa è successo:
• L’illuminismo è passato
• Il positivismo è stato criticato e abbandonato
• Il modernismo è crollato
• Il postmodernismo è in declino
Le mode culturali passano – sono come onde che vanno e vengono – ma Dio è la Roccia!
Dio rimane!
Generazione dopo generazione, onda dopo onda, le mode si infrangono su Dio proclamando la Sua fine – fine che non arriva mai.
Chi è davvero superato?
Dio non ha data di scadenza!
Il punto è questo: tu non stai valutando se Dio era rilevante per i tuoi nonni.
Stai affrontando le stesse domande universali che ogni essere umano ha sempre portato con sè:
• “Perché esisto?”
• “Qual è il significato della mia vita?”
• “Come devo vivere?”
• “Cosa succede dopo la morte?”
• “Il bene e il male sono reali?”
• “L’amore ha valore oggettivo?”
Queste domande non hanno età!
• Le faceva l’uomo delle caverne guardando il cielo stellato
• Le faceva il filosofo greco nell’agorà di Atene
• Le faceva il contadino medievale arando i campi
• E le fai tu, scrollando Instagram alle due di notte
Molte cose sono cambiate nel corso dei secoli, ma queste domande esistenziali rimangono!
La scienza, la tecnologia, nessuna nuova scoperta risponderà mai a queste domande, o le renderà obsolete!
Perché? Perché sono domande sulla natura stessa dell’esistenza umana – e nessun microscopio, nessun algoritmo, nessuna intelligenza artificiale può rispondervi.
Dio non è un’ipotesi scientifica che si può superare con una teoria migliore, o scoperta migliore, o nuovi scienziati.
Dio è la risposta personale a domande che nessuna epoca, nessuna generazione, nessuna cultura può evitare – domande come queste:
• “Perché esistono leggi invece del caos?”
• “Perché esiste qualcosa invece di nulla?”
• “Perché tu, che stai cercando risposte, esisti?”
E se Dio è la verità, allora:
• È più contemporaneo del tuo smartphone che diventerà obsoleto tra due anni
• È più rilevante delle ultime notizie che domani saranno dimenticate
• È più attuale dell’ultima tendenza sui social media che passerà tra qualche settimana
E non solo oggi. Tra 10.000 anni? Le stesse domande:
• “Perché esisto?”
• “Cosa succede dopo la morte?”
• “L’amore ha valore?”
E la stessa risposta: “Dio”.
Charles Spurgeon riguardo Dio disse: “Vede passare le ere, ma per lui è sempre presente.”
Come si dice: “Il tempo non scrive alcuna ruga sulla fronte dell’Eterno.”
Dio è morto quando diciamo, o pensiamo che sia:
II INACCETTABILE
Ma Dio è santo e giusto.
Vediamo:
A) L’obiezione morale
Questa obiezione non dice “Dio non esiste”, ma “Se Dio è come la Bibbia lo descrive, allora non lo voglio.”
“Un Dio che giudica è un Dio oppressivo. Un Dio che chiede obbedienza è un Dio autoritario. Un Dio che definisce il peccato è un Dio che limita la mia libertà. Un Dio che dice che c’è solo una via per la salvezza è un Dio esclusivista e intollerante. Non voglio un Dio così. Se Dio esiste, dovrebbe essere diverso: inclusivo, non giudicante, che accetta tutti così come sono”.
In altre parole: “Dio deve conformarsi ai miei standard morali, altrimenti è inaccettabile.”
Ma qui c’è un problema logico devastante: se Dio deve conformarsi ai tuoi standard, allora tu sei dio, non Lui.
Pensa a cosa stai dicendo: “Io stabilisco cosa è giusto e sbagliato, cosa è accettabile e inaccettabile, e poi valuto se Dio corrisponde”.
Ma se tu sei il giudice ultimo di cosa è bene e male, allora tu sei l’autorità suprema, non Dio.
Questa è precisamente la definizione di idolatria: creare un dio a propria immagine invece di riconoscere di essere stati creati a immagine di Dio.
Consideriamo:
B) L’ottica corretta
Vediamo prima di tutto:
(1) La storia di Giobbe
Quando Giobbe, dopo immense sofferenze, cominciò a interrogare Dio e a chiedere spiegazioni (Giobbe 23:1-7; 31:35-37), Dio non gli diede risposte teologiche. Gli fece domande.
In Giobbe 38:2-4 leggiamo: “Allora il Signore rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse: ‘Chi è costui che oscura i miei disegni con parole prive di senno? Cingiti i fianchi come un prode; io ti farò delle domande e tu insegnami! Dov’eri tu quando io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza.’”
Dio si rivela a Giobbe e gli fa domande riguardo alla Sua mente e alla Sua attività.
Dio continua per quattro capitoli (Giobbe 38-41) ponendo domande che rivelano la vastità della Sua sapienza, potenza come Creatore e Sovrano, in netto contrasto con la limitatezza umana.
Giobbe non è in grado di rispondere. Queste domande servono a ristabilire la verità: Dio è maestoso, l’uomo è limitato e quindi non può dibattere con Dio!
Il punto non è umiliare Giobbe, ma ristabilire la giusta prospettiva: chi è la creatura e chi è il Creatore.
Paolo lo dice con grande franchezza in Romani 9:20: “Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: ‘Perché mi hai fatta cosí?’” (Isaia 29:16; 45:9)
Paolo pone una domanda retorica tagliente: “O uomo, chi sei tu che replichi a Dio?”
Contrapponendo l’uomo a Dio, Paolo mette l’uomo al suo posto come creatura.
Il senso è: “Tu creatura, chi ti credi di essere nel rispondere a Dio, il tuo Creatore?”
“O uomo, chi sei tu che replichi a Dio?” sottolinea l’enorme differenza di sostanza tra Creatore e creatura, rimarcando il posto della creatura davanti al proprio Creatore.
Come la storia di Giobbe ci mostra, l’uomo non ha il diritto né l’autorità di mettere in discussione le decisioni divine.
È assurdo contestare Dio!
Usando la metafora del vasaio e dell’argilla (vv.21-22; Isaia 29:16; 45:9), Paolo illustra quanto sia irragionevole che la creatura contesti il Creatore.
Sarebbe come se un vaso dicesse al vasaio: “Perché mi hai fatto così?” L’argilla non ha voce in capitolo sulla forma che il vasaio le darà.
In quanto creatura, l’essere umano non ha l’autorità di contestare il proprio Creatore. L’umanità semplicemente non è nella posizione di farlo.
Douglas Moo commenta: “Gli esseri umani non sono in una posizione tale da poter ‘replicare’ a Dio più di quanto un vaso lo sia nel criticare chi lo ha modellato per averlo fatto in un certo modo. Paolo qui non sta negando la validità di quel tipo di interrogazione rivolta a Dio che nasce da un sincero desiderio di comprendere le vie di Dio e da un’onesta disponibilità ad accettare qualsiasi risposta Dio possa dare. È l’atteggiamento della creatura che presume di giudicare le vie del creatore – di ‘replicare’ – che Paolo implicitamente rimprovera.”
Dio è sovrano in modo assoluto!
Thomas R. Schreiner scrive: “Per definizione, il Creatore ha assoluta libertà di fare ciò che vuole con le sue creature, proprio come un vasaio esercita la sovranità sull’argilla che plasma.”
Nel contesto più ampio (Romani 9:14-24), Paolo sta difendendo la giustizia di Dio nelle Sue scelte sovrane riguardo all’elezione.
Dio ha il diritto sovrano di:
• Scegliere chi vuole (vv. 15-16)
• Mostrare misericordia secondo la sua volontà (v. 18)
• Plasmare i vasi per gli scopi che Lui determina (vv. 21-23)
In sintesi: il versetto chiude la bocca a ogni obiezione umana contro le decisioni di Dio, affermando che Dio non deve rendere conto delle Sue scelte a nessuno. La creatura non può giudicare il Creatore.
Esploriamo ora:
(2) La scelta di ogni essere umano
Ecco la scelta che ogni essere umano deve fare riguardo a Dio.
• Opzione 1: Dio come specchio riflette i miei valori, conferma le mie opinioni, supporta le mie scelte.
È un Dio confortevole che non mi sfida mai. Questo non è Dio: è il mio ego proiettato nell’universo.
• Opzione 2: Dio come luce mi illumina, mi rivela la verità su me stesso (spesso scomoda), mi chiama a cambiare, mi trasforma.
Questo è il Dio vero che non chiede il mio permesso per essere santo.
Nell’ottica corretta:
(3) La sostanza di Dio non è negoziabile
La Bibbia rivela che:
(a) Dio è santo
La santità di Dio è la Sua assoluta perfezione morale e la Sua totale separazione da ogni male, peccato e imperfezione.
È l’attributo che definisce la Sua stessa essenza: Dio è completamente altro, trascendente, puro e incontaminato, incomparabile con qualsiasi altra cosa creata (Isaia 6:3; Abacuc 1:13; Levitico 11:44-45; Esodo 15:11; Salmo 99:3-4).
• Dio è santo nell’essere – appartiene alla Sua natura essenziale (1 Samuele 2:2)
• Dio è santo in modo assoluto – non ammette gradi o compromessi (Giacomo 1:13)
• Dio è santo in modo immutabile – non cambia con il passare del tempo (Malachia 3:6)
• Dio è santo in modo normativo – è lo standard di ogni vera giustizia (1 Pietro 1:15-16)
Cosa significa questo concretamente? Significa che la santità di Dio:
• Non può essere modificata
• Non si piega alle nostre preferenze
• Non si adatta ai sondaggi d’opinione
Dio non riscrive i Suoi standard morali in base alle tendenze culturali di ogni generazione, né può alterare la Sua natura più di quanto la luce possa smettere di essere luce o la verità possa smettere di essere vera.
Allora il problema non è che Dio è “troppo severo” con i nostri standard.
Il problema è che i nostri standard sono corrotti dal peccato!
Immagina una persona con il Covid che dice al medico: “Non accetto la tua diagnosi. Secondo me sto benissimo.”
Il virus non scompare perché tu non lo accetti. La tua percezione non cambia la realtà. La negazione non è una cura.
Allo stesso modo, il peccato non smette di essere peccato perché la cultura moderna lo chiama:
• “Scelta personale”
• “Espressione autentica”
• “Libertà individuale”
• “Vivere la propria verità”
• “Essere fedele a sé stesso”
Cambiare l’etichetta non cambia la sostanza. Cambiarlo con un altro nome non lo rende meno peccato.
Una seconda caratteristica che dobbiamo tener presente è:
(b) Dio è giusto
La giustizia di Dio è la Sua perfetta equità e rettitudine nel giudicare ogni azione secondo verità. Dio non può ignorare il peccato né fare finta che non esista: la Sua santità richiede che il male sia giudicato e punito.
La giustizia divina non è arbitraria, ma è l’espressione coerente del Suo carattere santo (cfr. per esempio Esodo 34:6-7; Deuteronomio 32:4; Salmo 9:7-8; Naum 1:3; Romani 2:5-6).
La giustizia di Dio insieme alla Sua santità, non è opzionale: appartiene alla Sua natura, ed è inflessibile:
• Il peccato deve essere punito
• La colpa deve essere pagata
• Il male non può essere ignorato
• Ma è Dio stesso a scegliere di pagare il prezzo
Dio non ha riversato quel giudizio su di noi. Lo ha preso su di sé in Cristo (cfr. per esempio Atti 2:23-24; 20:28; 2 Corinzi 5:21; 1 Pietro 2:24).
Isaia 53:5-6 parlando profeticamente di Gesù dice: “Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il Signore ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.”
Ecco il miracolo: Dio non ha abbassato gli standard. Ha pagato Lui il prezzo per soddisfarli.
Sulla croce, tre attributi di Dio si incontrano:
• La santità (che richiede perfezione)
• La giustizia di Dio (che esige punizione)
• L’amore di Dio (che prende la punizione su di Sé)
Vorresti un Dio che chiude un occhio sul male? Davvero?
Vorresti un Dio che dice “Non importa” allo stupratore, al torturatore, all’oppressore?
Un Dio del genere sarebbe indifferente!
No! Era necessario che Dio prendesse il male così seriamente da morire per sconfiggerlo.
E poi, in un atto di potenza assoluta, risorgere (cfr. per esempio Giovanni 10:17-18; Romani 1:4; 1 Corinzi 15:3-4) per dimostrare che la morte e il peccato non hanno l’ultima parola.
La domanda non è: “Trovo Dio accettabile?”
La domanda è: “Sono io accettabile davanti a Dio?”
E la risposta, senza Cristo, è devastante: no. Nessuno di noi lo è.
In Romani 3:23 leggiamo: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.”
Ma ecco la buona notizia che è scritta in Romani 3:24: “Ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.”
Non devi rendere Dio accettabile per te. Dio ha reso te accettabile per Sé attraverso il sangue di Suo Figlio (cfr. per esempio Romani 3:25; 5:9; Efesini 1:7; Colossesi 1:20).
La santità di Dio che ti spaventa è la stessa santità che ti salva. Perché solo un Dio perfettamente santo può offrire una redenzione perfettamente completa.
CONCLUSIONE
Oggi abbiamo completato l’esame delle cinque obiezioni contro Dio.
La settimana scorsa abbiamo visto che:
• Dio non è irrilevante – è il fondamento della nostra esistenza
• Dio non è assente – è presente nel dolore
• Dio non può essere sostituito – solo Lui soddisfa
Oggi abbiamo visto che:
• Dio non è superato – è eterno e immutabile
• Dio non è inaccettabile – è santo e giusto, e sulla croce ha pagato Lui stesso il prezzo della Sua santità
Ma ora voglio concludere con il grande rovesciamento: Non è Dio che è morto, lo siamo noi!
Infatti, l’apostolo Paolo in Efesini 2 ci fa capire che senza Gesù Cristo una persona è morta nelle sue colpe e nei suoi peccati (Efesini 2:1-5; cfr. per esempio Colossesi 2:13)
“Morti nelle colpe e nei peccati.” Questa è la vera diagnosi.
Non “Dio è morto”, ma noi siamo morti senza Gesù Cristo in noi!
Morti spiritualmente. Separati dalla fonte della vita.
E un morto non può:
• Riconoscere la propria condizione
• Resuscitare sé stesso
• Trovare la via d’uscita
Ma ecco la bellezza strabiliante del Vangelo: Dio è venuto a resuscitare i morti e lo ha fatto attraverso Gesù Cristo: Gesù è la resurrezione e la vita, e lo ha dimostrato quando ha risuscitato Lazzaro e con il proprio corpo (cfr. per esempio Giovanni 10:17-18; 11:25-26).
Dio vivifica in Cristo le persone spiritualmente morte nelle loro colpe e peccati e lo fa per grazia e non per opere (Efesini 2:4-5).
• Non quando ci siamo ripresi un po’
• Non quando abbiamo sistemato le cose
• Ma quando eravamo morti. Nella tomba. Senza speranza. Lì Dio è intervenuto.
Quindi, per concludere queste due predicazioni:
• A chi dice “Dio è irrilevante” – la risposta è: tu sei morto e non lo sai. Hai bisogno di Colui che è la Vita
• A chi dice “Dio è assente” – la risposta è: in Cristo ha sofferto ed è sceso nella tomba con te. Ti capisce e non sei abbandonato. È lì, anche nel buio
• A chi dice “Dio è sostituito” – la risposta è: stai cercando di riempire il vuoto lasciato dalla morte spirituale con cose che non possono darti vita. Solo la Sorgente Viva può risuscitarti
• A chi dice “Dio è superato” – la risposta è: la morte non è mai superata. Ogni generazione muore. Ma Cristo è risorto, e in Lui c’è vita eterna.
• A chi dice “Dio è inaccettabile” – la risposta è: il problema non è che Dio non ti accetta come sei. È che sei morto nel peccato e hai bisogno di risurrezione. E Lui l’offre – non perché tu sei accettabile, ma perché Lui è misericordioso.
Gesù ci invita a passare dalla morte alla vita, in Giovanni 5:24 afferma: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.”
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