Romani 1:21-25: Land of confusion – Terra di confusione
Romani 1:21-25: Land of confusion – Terra di confusione
Vivere con speranza in un mondo caotico
In Romani 1:21-25 leggiamo: “Perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, son diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.”
Nel 1986, il famoso gruppo rock britannico Genesis pubblicò una canzone che divenne un inno generazionale: “Land of Confusion” - Terra di Confusione. La canzone descriveva l’angoscia del
vivere negli anni della Guerra Fredda, quando il mondo sembrava sull’orlo dell’autodistruzione
nucleare.
La canzone parla di un mondo in cui:
• Le persone sono tormentate da incubi e paure costanti
• I leader politici stanno perdendo il controllo ora dopo ora
• Troppi uomini, troppe persone che creano troppi problemi
• Non c’è molto amore in giro
• Le persone cercano disperatamente un salvatore - persino Superman! - ma nessuno arriva
Ma la canzone non si limita a lamentarsi. C’è anche una chiamata all’azione: un invito a usare le mani che ci sono state date per provare a rendere il mondo un posto degno di essere vissuto.
Questa canzone è ancora incredibilmente attuale dopo quasi 40 anni. La diagnosi rimane attuale, ma la soluzione che propone – provare a sistemare le cose – è ancora insufficiente.
C’è un versetto di 2600 anni fa dal profeta Geremia che risponde a questa confusione: dice: “Così dice il Signore: ‘Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; voi troverete riposo alle anime vostre!’ Ma quelli rispondono: ‘Non ci incammineremo per essa!’” (Geremia 6:16).
Ecco la vera soluzione! Non cercare nuove strade. Non inventare nuove verità. Ma tornare ai “sentieri antichi”, la strada buona, cioè alla rivelazione di Dio, a ciò che Lui richiede e regolare la nostra vita secondo la Sua volontà.
La domanda è: oggi come allora, lo vogliamo? O risponderemo: “Non ci incammineremo per essa!”?
Viviamo ancora in una “terra di confusione.”
Anzi, oggi la confusione è persino maggiore degli anni Ottanta.
• Non è solo confusione politica o economica
• È confusione morale
• È confusione esistenziale
• È confusione spirituale
La gente:
• Non sa più cosa sia giusto o sbagliato
• Non sa più chi sia maschio o femmina
• Non sa più cosa sia la famiglia
• Non sa più cosa sia il matrimonio
• Non sa più cosa sia la vita
• Non sa più da dove viene e dove sta andando
• Non sa più perché esiste
C’è un’inversione di valori che non è nuova nella storia dell’umanità; infatti, già 2700 anni fa, il profeta Isaia gridò contro la stessa stoltezza: “Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro!” (Isaia 5:20).
La vecchia storia di cui parla Isaia continua ancora oggi!
• È un mondo dove la bussola morale è impazzita: il nord indica il sud, e il sud indica il nord
• È un mondo dove le etichette sono state scambiate: il veleno porta scritto “medicina”, e la medicina viene chiamata “veleno”
• È un mondo dove i valori sono stati ribaltati: ciò che distruggeva viene celebrato, ciò che edificava viene disprezzato
John Piper afferma: “Una delle ragioni è che, quando una società sta affondando nel decadimento morale, uno dei tratti di quel decadimento è l’incapacità di vedere cosa sta accadendo. La mente sociale diventa così difettosa nella decadenza morale che non ha più le categorie o il quadro di riferimento per riconoscere il male per quello che è realmente.”
In Romani 1:21-25, vediamo una spiegazione chiara per questa confusione universale e decadenza morale.
Paolo ci dice che la radice di tutta questa confusione è semplice: l’umanità ha conosciuto Dio,
ma ha scelto di allontanarsi da Lui.
• E quando ti allontani dalla Fonte della verità, finisci inevitabilmente nella confusione
• Quando ti allontani dalla Luce, finisci inevitabilmente nelle tenebre
• Quando inverti i Cartelli stradali della rivelazione di Dio, inevitabilmente vai verso il precipizio
Oggi voglio parlarvi di tre realtà che troviamo in questo testo: il problema - l’allontanamento da Dio; il prezzo - l’alienazione dell’anima; la promessa – l’arrivo del Salvatore.
Cominciamo a considerare il primo punto:
I IL PROBLEMA – L’ALLONTANAMENTO DA DIO
W. Holloway Main osservò: “Uno dei grandi bisogni odierni è una profonda convinzione che Dio esista.”
Eppure, ci sono delle persone che non credono nell’esistenza di Dio perché non vogliono avere Qualcuno a cui dare conto, non vogliono che Dio regni su di loro.
Anche se l’esistenza di Dio sono chiaramente rivelati, l’uomo sceglie volutamente di andare per la propria strada.
Jon Courson scrive: “Ogni uomo sa che c’è un Dio, ma gli uomini scelgono di sopprimere la verità e negare l’esistenza di Dio perché non vogliono dargli gloria come Dio. Vedete, se c’è un Dio, allora sono tenuto a sottomettermi a Lui. Ma la mia carne non vuole farlo, quindi sopprimerò la verità che vedo intorno a me. Dirò che Dio non esiste, anche se i cieli e le stelle mi gridano: ‘Sì, esiste!’.”
Paolo scrive nel v.21: “Perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato.”
Il rifiuto di glorificare e ringraziare Dio non è semplicemente un errore intellettuale - è una ribellione che distorce l’intera capacità umana di pensare rettamente, specialmente riguardo a Dio.
Paolo sottolinea la responsabilità delle persone affermando che, pur conoscendo Dio, non lo hanno glorificato come unico Signore e Creatore e ringraziato per l’esistenza e la provvidenza.
Non è che non sapevano, ma nonostante ciò sapevano, hanno scelto di non glorificarlo e di non ringraziarlo, hanno scelto di voltare le spalle a Dio per la creatura. Questo avviene ancora oggi.
L’umanità ha conosciuto Dio, nel senso che Dio si è rivelato attraverso la creazione mediante la quale avrebbe dovuto riconoscere il Suo carattere e la Sua potenza, pertanto sono inescusabili!
Questa rivelazione di Dio è universale - ogni uomo e ogni donna la riceve. Non c’è luogo dove questo messaggio non arrivi.
Paolo lo dice chiaramente nel v.20 del capitolo: “Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili.”
Tozer scrive: “Vedono la creazione, ma non vedono attraverso di essa il Creatore; o i barlumi che riescono a intravedere sono confusi e sfocati. È possibile trascorrere una vita ad ammirare l’opera di Dio senza riconoscere la presenza del Dio che ne è l’opera.”
• La creazione grida l’esistenza di un Creatore (cfr. per esempio Salmo 19:1-2)
• L’ordine dell’universo proclama l’esistenza di un Ordinatore (cfr. per esempio Salmo 104:24)
• La bellezza del mondo rivela l’esistenza di un Artista divino (cfr. per esempio Ecclesiaste 3:11)
• La coscienza nell’uomo testimonia l’esistenza di un Legislatore morale (cfr. per esempio Romani 2:14-15)
Anne Bradstreet dice: “Che esista un Dio, la mia Ragione me lo direbbe presto attraverso le opere meravigliose che vedo, la vasta struttura del Cielo e della Terra, l’ordine di tutte le cose, notte e giorno, estate e inverno, primavera e autunno, il quotidiano provvedere a questa grande casa sulla Terra, la preservazione e la guida di Tutto verso il suo giusto fine.”
Ma cosa ha fatto l’umanità con questa conoscenza, oltre a non glorificare e ringraziare Dio?
“Ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato.” (v.21).
Quando rifiuti Dio, rifiuti la luce, il tuo cuore diventa “una stanza buia” dove regna la confusione!
Mentre Dio ha fornito prove sufficienti della propria esistenza nella creazione e nella coscienza, come dirà dopo Paolo (Romani 2:14-15) certe persone sopprimono la verità della rivelazione generale con l’empietà e l’ingiustizia (Romani 1:18-21).
Pertanto, tutti gli uomini hanno dentro di sé la consapevolezza che Dio esiste, ma nella loro cecità spirituale sopprimono e corrompono la conoscenza di Dio rivelata nella natura.
Ecco la “land of confusion!” Ecco la terra di confusione!
La società allora come oggi, ha smesso di glorificare e ringraziare Dio. E cosa è successo? Si è data a vani ragionamenti (emataiōthēsan en tois dialogismois), cioè, sono diventati vani, futili, privi di valore nei loro ragionamenti, che non esprime semplicemente darsi a qualcosa, ma l’idea di cadere nella vanità, nell’inutilità del ragionamento.
C’è un’allusione che la loro vanità si riferisce specificamente all’idolatria (cfr. per esempio Geremia 2:5), questo è confermato dal v.23 dove la loro stoltezza consiste nell’abbandonare il vero Dio per l’idolatria. Rinunciando alla gloria di Dio si rivolsero al culto della creatura.
Quando l’uomo si allontana da Dio, si dà a “vani ragionamenti” e il suo cuore (kardia) – il centro della vita interiore, il centro delle facoltà razionali, emotive, volitive e spirituali, privo d’intelligenza – si ottenebra.
“Ottenebrato” (eskotisthē – aoristo passivo indicativo) è avere un cuore al buio, nel senso che è diventato incapace di percepire e di comprendere.
Descrive il processo di cambiamento da uno stato di luce a uno stato di oscurità; l’incapacità mentale e spirituale delle persone perverse di comprendere la verità divina (Romani 1:21; 11:10; Efesini 4:18).
Significa che queste persone che non danno onore a Dio, non riescono più a ragionare con precisione, le loro emozioni non funzionano correttamente e le loro volontà non desiderano più vivere in armonia con la legge di Dio.
Poiché rifiutano volontariamente l’auto-rivelazione di Dio, tutta la loro vita intellettuale ed emotiva si annebbia, la loro capacità di rispondere a Dio diminuisce e sono incapaci di funzionare come esseri umani razionali.
Hanno perso la luce della conoscenza divina, cioè non è semplicemente oscurità intellettuale, ma oscurità di tutto lo stato morale, che porta a un decadimento morale e causa ancora più deterioramento morale.
Si dichiarano sapienti, mentre sono diventati stolti (emōranthēsan - aoristo passivo indicativo v.22), cioè privi di buon senso o giudizio, questo perché rifiutando Dio si diventa idolatri e immorali.
Nel v.23 leggiamo: “E hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.”
Prima hanno rifiutato Dio. Poi sono diventati confusi. Infine, hanno adorato l’uomo e gli animali!
“Gloria” (doxan) qui significa lo splendore delle Sue perfezioni e la maestà che appartengono intrinsecamente all’unico vero Dio; oppure alla somma totale degli attributi meravigliosi, della perfezione e dello splendore di Dio manifestata.
Avendo l’opportunità di cullarsi nella gloria del Dio eterno, molte persone preferiscono adorare le immagini umane e di animali mortali.
Scambiano qualcosa di vero valore - la gloria di Dio - per un’immagine terrena che non corrisponde alla vera divinità, e che in questo senso non ha valore.
È come scambiare un diamante con un pezzo di vetro!
G.K. Chesterton disse: “Quando un uomo smette di credere in Dio, non è che non creda più in niente, ma crede in qualsiasi cosa.”
Quando ti allontani dal vero Dio diventi idolatra. È un dato di fatto! Cominci ad adorare qualcos’altro. Forse non è più una statua di pietra o di legno. Ma è un idolo comunque.
Per alcuni, l’idolo è il denaro. Per altri, il piacere. Per altri ancora, il potere.
Per molti oggi, l’idolo
è il proprio io. Il culto del sé. L’adorazione della propria identità, dei propri desideri, delle proprie sensazioni.
Un idolo è qualsiasi cosa che per te è più importante di Dio, qualsiasi cosa che assorbe il tuo cuore e i tuoi pensieri più di Dio, qualsiasi cosa tu cerchi per darti ciò che solo Dio può dare.
Un idolo è qualunque cosa sia così centrale ed essenziale per la tua vita che, se dovessi perderla, la tua vita non varrebbe più la pena di essere vissuta.
Ci sono molte cose che possono essere idoli nelle nostre vite. Fondamentalmente è ciò per cui viviamo, ciò a cui pensiamo e ciò per cui ci alziamo la mattina.
Alan Redpath ha detto: “Il nostro dio è la persona che consideriamo più preziosa, per la quale faremmo il sacrificio più grande e che commuove i nostri cuori con l’amore più caloroso. Lui o lei che, se la perdessimo, ci lascerebbe desolati.”
La canzone dei Genesis diceva: “Superman dove sei ora?” Ma il problema è che l’uomo moderno ha smesso di cercare il vero e unico Salvatore.
L’uomo moderno pensa di essere lui stesso il salvatore. Pensa di poter risolvere tutto da solo. Con la sua scienza, con la sua tecnologia, con le sue leggi, con i suoi movimenti sociali.
Ma come va questa strategia?
Lo vediamo al secondo punto:
II IL PREZZO – L’ALIENAZIONE DELL’ANIMA DA DIO
Paolo scrive: “Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.” (vv-24-25).
• Non dice: “Dio li ha corretti”
• Non dice: “Dio li ha ammoniti”
• Dice: “Dio li ha abbandonati”
Dai vv. 24-31 Paolo fa un lungo elenco di peccati: omosessualità, ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia, invidia, omicidio, contesa, frode, malignità.
Le persone sono diventate calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati.
Questa è la conseguenza tragica della loro natura peccaminosa.
Hanno “tagliato l’ancora che li teneva saldi. Ora vanno alla deriva, in balia di ogni onda,” di ogni passione. Pensano di essere liberi, mentre in realtà sono perduti.
Il giudizio più terribile è ottenere esattamente ciò che hai voluto: vita senza Dio significa più peccato con tutte le sue tragiche conseguenze.
Non serve aspettare il fuoco dell’inferno - il giudizio è già qui per il fatto che Dio ha abbandonato gli increduli all’esercizio della propria volontà peccaminosa e ai suoi effetti mortali.
L’ira di Dio non è solo un evento futuro, ma si sta manifestando nel presente attraverso l’abbandono della società alle conseguenze distruttive del proprio peccato.
Per tre volte (vv.24,26,28), Paolo sottolinea che Dio li ha abbandonati: li abbandonati all’impurità, alle passioni infami e in balìa della loro mente perversa.
“Abbandonati” (paredōken – aoristo attivo indicativo) indica che Dio è visto come un ruolo attivo in questo processo.
Questo non è un lavoro impersonale basato sulla legge morale, ma implica una decisione e una risposta personale attiva da parte di Dio.
Dio non era semplicemente passivo nel senso di astenersi da qualcosa, ma ritirava attivamente la forza della Sua mano che le trattiene.
Dio non costringe gli uomini a fare il male, ma nega il Suo aiuto, che è l’unica cosa che potrebbe impedire una cosa simile.
Non si sono curati di conoscere Dio e Dio ha smesso di curarli dalla loro stoltezza.
Dio ritira le Sue benedizioni e i Suoi limiti, permettendo che il decadimento morale segua il suo corso.
Dio non è l’autore del loro peccato, ma li abbandona al loro peccato, lasciandoli andare per la loro strada.
Dio non sta a guardare passivamente, agisce e lascia l’umanità alle conseguenze delle sue scelte.
È come se Dio dicesse:
• “Vuoi vivere senza di Me? Ecco, provaci. Guarda dove ti porta”.
• “Hai scelto di vivere senza di Me? Ecco, vivici”
• “Hai scelto di seguire i tuoi desideri? Seguili fino in fondo”
• “Hai scelto l’autonomia? Eccola, nella sua forma più pura e devastante”
Dio toglie attivamente la Sua mano che trattiene, protegge le persone dal decadimento morale di seguire il suo corso; toglie i freni, e l’umanità scopre dove porta la strada che aveva scelto.
Quando ti allontani da Dio, Lui alla fine ti lascia andare. Ti abbandona alle conseguenze delle tue scelte. E le conseguenze sono catastrofiche.
Vedete, c’è una progressione tragica qui:
PRIMO PASSO: Si smette di glorificare e ringraziare Dio (v. 21)
SECONDO PASSO: Ci dà a vani ragionamenti (v. 21)
TERZO PASSO: Il cuore diventa privo di intelligenza e ottenebrato (v. 21)
QUARTO PASSO: Dicono di essere saggi, mentre sono diventati stolti (v. 22)
QUINTO PASSO: Mutano la gloria di Dio in idoli (v. 23)
SESTO PASSO: Abbandonati al loro destino (vv.24-25)
Perché Dio li ha abbandonati?
Paolo ce lo spiega quando afferma al v.25: “Essi che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e servito la creatura invece del Creatore,” riferendosi a tutto il discorso dei vv.18-23:
• v. 18: hanno soffocato la verità con l’empietà e l’ingiustizia
• v. 21: non hanno glorificato e ringraziato Dio come Creatore
• v. 22: si sono dichiarati sapienti, mentre erano stolti con i loro vani ragionamenti
• v. 23: hanno scambiato la gloria di Dio in immagini umane e animalesche
Oppure si riferisce a quella verità che Dio ha reso nota, in particolare su Sé Stesso, e viceversa la menzogna è la contraddizione di quella verità su Dio, di cui l’idolatria è solo l’espressione concreta.
Poi lo dice ancora al v.28 quando dice che non si sono curati di conoscere Dio.
“Non si sono curati di conoscere” (epignōsei) è non hanno ritenuto degno, importante, oppure opportuno conoscerlo.
“Conoscere Dio” non solo significa avere informazioni accurate su di Lui, ma anche riconoscerlo per quello che veramente è; oppure può avere anche un significato tecnico per indicare la conversione (1 Timoteo 2:4; Tito 1:1; 2 Timoteo 2:25).
Paolo sta dicendo che l’umanità ha rifiutato attivamente di conoscere Dio, ha respinto la possibilità di una relazione salvifica con Dio nonostante la Sua rivelazione e Dio li ha abbandonati.
Il cuore del peccato è il rifiuto di adorare Dio e di dargli il posto supremo nella nostra vita nell’obbedienza e sottomissione, per fare tutto quello che noi vogliamo.
Come disse Fedor Dostoevskij: “Se Dio non esiste, tutto è lecito.”
Se c’è confusione sulla terra, il problema è il peccato!
La cosa più terribile del peccato è proprio questo potere di dare origine a ulteriori peccati fino a diventarne schiavi.
Il peccato è sempre una menzogna, perché i peccatori pensano che li renderà felici, mentre alla fine rovina la vita, sia chi lo commette sia chi gli sta vicino.
Il vero prezzo dell’allontanamento da Dio non è solo il comportamento immorale; è l’alienazione da Dio (cfr. Per esempio Isaia 59:2; Efesini 2:12; 4:18; Colossesi 1:21); è la schiavitù del peccato, l’incapacità di essere liberi.
Gesù lo disse chiaramente in Giovanni 8:34: “In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.”
E il peccato conduce alla morte (Genesi 2:16-17; Romani 6:23); quindi anche il rifiuto della conoscenza di Dio (Osea 4:6).
Nel 2013, Geraldine Largay, un’escursionista esperta, stava percorrendo il sentiero degli Appalachi nel Maine. Si allontanò di pochi metri dal sentiero per un bisogno fisiologico - pochi metri! - e perse completamente l’orientamento. Non riuscì mai più a ritrovare il sentiero. Vagò per settimane in un’area a poche miglia dal percorso principale. Il suo diario, ritrovato anni dopo, documentava la progressiva disperazione. È morta a pochi chilometri dalla salvezza, semplicemente perché aveva perso il punto di riferimento.
La stessa cosa accade spiritualmente.
Quando ti allontani da Dio:
• Perdi la pace
• Perdi il senso
• Perdi la direzione
Chi si allontana da Dio è come un GPS senza satellite. Disconnessi da Dio, vagano senza coordinate. Il display dice “segnale perso” - e loro chiamano questa confusione “libertà”.
Ma in questo caos, in questa terra di confusione, in questa land of confusion, c’è una voce che squarcia le tenebre, una luce che non può essere spenta, una speranza che non delude. Dio ha provveduto una via d’uscita. Scopriamo:
III LA PROMESSA – L’ARRIVO DEL SALVATORE
“Superman dove sei adesso? Tutto è andato storto in qualche modo.” Cantavano i Genesis.
La canzone faceva la domanda giusta, ma cercava la risposta nel posto sbagliato, o persona sbagliata.
Superman non esiste. È un personaggio dei fumetti. Un’illusione. Una fantasia.
Si punta il dito contro i politici corrotti, contro la società malata, contro i social, contro i media manipolatori, contro il sistema economico ingiusto, contro l’ambiente sociale dove abbiamo vissuto e viviamo, e via dicendo.
I sociologi moderni ci dicono che il problema è “là fuori”: è la società che corrompe l’individuo, sono le strutture ingiuste, è l’ambiente che ci plasma.
La soluzione? Cambiare il sistema, riformare le istituzioni, migliorare l’educazione.
Ma Gesù ci ha insegnato che il vero problema è più profondo. Molto più profondo. “È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo.” (Marco 7:20-23).
Il cuore umano è come un pozzo avvelenato: tutto ciò che ne esce contamina!
Ecco la radice della “land of confusion”, della “terra di confusione”.
La confusione del mondo esterno è solo il riflesso della confusione interiore. Il caos della società
è solo il sintomo del caos che regna nel cuore umano.
• Non è un problema politico
• Non è un problema sociale
• Non è un problema culturale
• Non è un problema di comunicazione
Per quanto ci possa essere del vero in questo, la radice del problema è altrove!
La radice del problema è il CUORE! Come lo chiama il profeta Geremia: “Insanabilmente maligno” (Geremia 17:9).
Ciò che affonda la nave sono le falle interne del nostro cuore, non le tempeste esterne!
Tutte le cose malvagie hanno origine nel cuore e poi si manifestano in parole e azioni che fanno i danni a noi stessi e alla società.
E allora l’individuo corrompe la società, non il contrario. Il nostro cuore è il problema, non l’ambiente; il problema è il nostro cuore.
Finché non affrontiamo il problema del cuore, non risolveremo mai il problema delle nostre azioni e della società.
I Genesis cantano: “Troppi uomini troppe persone creano troppi problemi”, e Gesù dice che la causa è il cuore corrotto dal peccato.
E quel cuore corrotto non è solo “là fuori”, non è solo per gli altri - è anche dentro di noi: è in me, è in te. È in tutti noi, non solo in alcuni!
Paolo lo dice chiaramente in Romani 3:10-12,23: “Non c’è nessun giusto, neppure uno. Non c’è nessuno che capisca, non c’è nessuno che cerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti. Non c’è nessuno che pratichi la bontà, no, neppure uno... tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.”
Paolo in Romani 3 non si limita a dire che tutti hanno peccato. Attraverso una catena di citazioni dell'Antico Testamento mostra che:
• Nessuno è giusto davanti a Dio (v. 10)
• Nessuno comprende veramente la verità di Dio (v. 11)
• Tutti si sono deliberatamente allontanati da Dio (v. 12)
• Tutti sono diventati inadatti allo scopo per cui Dio li ha creati (v. 12)
Non è un errore accidentale. È un’apostasia volontaria. È il cuore che si è allontanato da Dio.
“Sono privi della gloria di Dio” (v.23) significa che abbiamo perso l’immagine divina che avevamo alla creazione prima della caduta di Adamo ed Eva, c’è stato un declino, o una distorsione rispetto alla condizione iniziale: siamo diventati come uno specchio sporco che non riflette più la gloria di Dio.
Non riusciamo più a vivere all’altezza dello standard e della gloria di Dio, non sperimentiamo la Sua magnifica presenza, abbiamo perso l’approvazione divina e la libertà di accesso a Dio che erano dei nostri primitivi genitori prima della caduta.
È la nostra impotenza che rende indispensabile l’iniziativa di Dio per un cambiamento interiore.
• Non abbiamo bisogno di un nuovo leader
• Non abbiamo bisogno di una nuova legge
• Non abbiamo bisogno di un nuovo sistema
Tutti quanti abbiamo bisogno di un CUORE NUOVO! Questa è la vera soluzione alla “terra di confusione”!
• Non un cambiamento superficiale
• Non una riforma esterna
• Non una religione di regole
• Non buone intenzioni
• Non una nuova ideologia
• Non un nuovo movimento
• Non una nuova tecnologia
Ma una rigenerazione interiore, un cuore nuovo con uno spirito nuovo.
Non puoi cercare di guarire il tuo cuore, ti serve un trapianto spirituale!
E qui entra in scena il vero Salvatore, che:
• Non è un supereroe immaginario
• Non è un leader politico
• Non è un profeta tra i tanti
• Non è un semplice uomo illuminato
• Non è un fondatore o riformatore religioso
Non Superman, ma qualcuno che esiste davvero. Qualcuno che è realmente venuto a salvare l’umanità dalla sua confusione, dalla sua alienazione, dalla sua schiavitù al peccato - non dall’esterno, ma dall’interno. Trasformando il cuore.
Il suo nome è GESÙ CRISTO! Il Figlio di Dio, l’unico Salvatore (cfr. per esempio Giovanni 4:42; Atti 4:12) che è morto sulla croce per salvarti dai nostri peccati (cfr. per esempio Matteo 1:21; 1 Timoteo 1:15) ed è risorto per darti vita nuova (cfr. per esempio Romani 6:4-5; Efesini 2:5-6).
Quello che Gesù ha fatto è infinitamente superiore a tutto quello che Superman potrebbe mai fare.
Superman - se esistesse - potrebbe fermare un treno, salvare una persona che cade da un grattacielo, sconfiggere un criminale, sollevare una roccia enorme, ma non sollevare il peso del peccato che grava sul tuo cuore!
Superman non potrebbe mai:
• Riconciliarti con Dio (cfr. per esempio Romani 5:9-11; 2 Corinzi 5:18-19)
• Perdonare i tuoi peccati (cfr. per esempio Marco 2:5-10; Efesini 1:7)
• Darti un cuore nuovo (cfr. per esempio Ezechiele 36:26-27; 2 Corinzi 5:17)
• Darti la vita eterna (cfr. per esempio Giovanni 3:16; 10:28)
• Sconfiggere la morte per darti la vita (cfr. per esempio Giovanni 10:17-18; 1 Corinzi 15:54-57; 2 Timoteo 1:10)
Gesù fa tutto questo! E lo fa per sola grazia! (cfr. per esempio Giovanni 1:16-17; Romani 3:23-24).
Se ti sei pentito dei tuoi peccati e hai creduto in Gesù Cristo come Signore e Salvatore (cfr. per esempio Atti 20:21; Romani 10:9-12) della tua vita:
• Non sei più alienato da Dio, ma riconciliato con Lui
• Non sei più schiavo del peccato che viene dal tuo cuore, ma libero in Cristo
• Non sei più confuso sul senso della vita, ma hai uno scopo eterno
• Non sei più solo, ma parte della famiglia di Dio
Dio abbandona l’uomo alle conseguenze del peccato, ma contemporaneamente lo chiama alla salvezza, e quando salva, salva per farci diventare nuove persone con nuovi comportamenti, con nuovi desideri, con nuovi pensieri, non più dominati dal peccato, ma liberi e capaci di camminare secondo la volontà di Dio (cfr. per esempio Ezechiele 36:26-27; 2 Corinzi 5:17).
La canzone dei Genesis esorta all’azione: “Questo è il mondo in cui viviamo e queste sono le mani che ci sono state date, usale e iniziamo a provare a renderlo un posto in cui valga la pena vivere.”
Come cristiani, siamo nati di nuovo per servire il Signore, abbiamo una responsabilità. Non salveremo il mondo - solo Gesù può farlo. Ma siamo chiamati a essere sale e luce in questo mondo (Matteo 5:13-16).
Non siamo chiamati a essere “lo zucchero del mondo” - dolci e piacevoli senza capacità di guarire. Siamo chiamati a essere sale - concentrati, efficaci, preservanti.
È vero, il sale nella ferita brucia. La nostra presenza in un mondo lontano da Dio può causare fastidio, può portare persecuzione. Ma è così che preserviamo il mondo dalla corruzione!
Siamo chiamati a essere luce - e la luce non può essere sporcata. Puoi toccare un raggio di sole con le mani più sporche, ma non lascerai traccia sulla luce.
Un cristiano trasformato dallo Spirito Santo può vivere nei luoghi più oscuri senza essere contaminato, perché porta la luce di Cristo.
Come facciamo a “rendere il mondo un posto degno di essere vissuto”?
Ed ecco come viviamo questa vita nuova:
1) Seguendo i principi di Gesù nella nostra vita quotidiana
Non solo conoscendoli, ma vivendoli. Facendo alcuni esempi, questo significa:
• Amare il prossimo (cfr. per esempio Matteo 22:39)
• Fare agli altri quello che vogliamo che facciamo a noi (cfr. per esempio Matteo 7:12)
• Perdonare chi ci offende (cfr. per esempio Colossesi 3:13)
• Dire la verità (cfr. per esempio Efesini 4:25)
• Essere generosi (cfr. per esempio Atti 20:35)
• Essere misericordiosi (cfr. per esempio Matteo 5:7; Luca 6:36)
• Essere puri (cfr. per esempio Matteo 5:8)
• Essere mansueti e umili (cfr. per esempio Matteo 5:5; 1 Pietro 5:5-6)
• Essere costruttori di pace (cfr. per esempio Matteo 5:9)
• Praticare la giustizia/difendere i deboli (cfr. Michea 6:8; Giacomo 1:27)
Poi:
2) Portando il messaggio di Gesù a chi ci circonda
Le persone intorno a noi sono confuse, alienate, schiave. Hanno bisogno di sentire la buona
notizia del Vangelo. Noi siamo chiamati ad essere testimoni (cfr. per esempio Atti 1:8)
CONCLUSIONE
Aleksandr Solženicyn, in un discorso del 1983, disse: “Quando ero ancora bambino, ricordo di aver sentito diverse persone anziane offrire la seguente spiegazione per i grandi disastri che avevano colpito la Russia: ‘Gli uomini hanno dimenticato Dio...’. Da allora ho trascorso quasi cinquant’anni a lavorare sulla storia della nostra rivoluzione. Ho letto centinaia di libri, centinaia di testimonianze personali e ho contribuito con otto volumi allo sforzo di rimuovere le macerie lasciate da quella rivoluzione. Ma se oggi mi chiedessero di formulare la causa principale della rovinosa rivoluzione che ha inghiottito circa sessanta milioni di persone, ripeterei: ‘Gli uomini hanno dimenticato Dio; ecco perché è successo tutto questo.’ Io stesso considero il cristianesimo oggi l’unica forza spirituale vivente in grado di intraprendere la guarigione spirituale della Russia.”
Sì, viviamo in una “land of confusion.” Ma non siamo senza speranza. Non siamo senza direzione. Non siamo senza un Salvatore.
Abbiamo Gesù Cristo, che ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6).
• In un mondo di confusione, Lui è la via
• In un mondo di menzogne, Lui è la verità
• In un mondo di morte, Lui è la vita
La promessa di Dio è che in Cristo c’è redenzione, riconciliazione, restaurazione.
• Se sei qui oggi e senti il peso della confusione nella tua vita...
• Se senti l’alienazione, il vuoto, la mancanza di senso...
• Se sei stanco di essere schiavo del peccato e desideri libertà...
Non cercare più Superman. Cerca Gesù. Lui è il vero Salvatore.
Lui è l’unica via d’uscita dalla “land of confusion”. Lui è la tua unica speranza.
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