Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Matteo 13:18-23: La parabola dei quattro terreni

 Matteo 13:18-23: La parabola dei quattro terreni Quel giorno Gesù uscì di casa e andò a sedersi in riva al mare. Attorno a Lui si radunò una folla così grande che dovette salire su una barca. Seduto sull’acqua, con la folla sulla riva, cominciò a parlare con parabole. In Matteo 13:3-9 leggiamo: “Egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo: ‘Il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono. Un'altra cadde in luoghi rocciosi dove non aveva molta terra, e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma, levatosi il sole, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. Un’altra cadde tra le spine, e le spine crebbero e la soffocarono. Un’altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi [per udire] oda.’” Una scena quotidiana. Ogni ascoltatore l’aveva vista con i propri occhi – i campi di Galilea, il seminatore con la borsa, il seme che vola e ...

Numeri 14:6-9: Quando la paura e l’incredulità ci rubano le benedizioni del Signore

 Numeri 14:6-9: Quando la paura e l’incredulità ci rubano le benedizioni del Signore Possiamo privarci di una benedizione di Dio tirandoci indietro per paura e incredulità (cfr. per esempio Ebrei 3:19; 4:6-7). Ci sono momenti nella vita in cui Dio ci mette davanti una terra buona: una promessa, una chiamata, un cambiamento, una crescita, una benedizione preparata per noi. Eppure, come Israele alle soglie di Canaan, possiamo fermarci, tirarci indietro, perdere ciò che Dio voleva donarci, desiderando di ritornare alla nostra vecchia vita, al nostro Egitto (Numeri 14:1-4). Il momento più atteso della storia della salvezza è diventato il momento del più grande fallimento per quella generazione Israelita, ai tempi di Giosuè e Caleb. Anche noi, come quella generazione, possiamo trovarci sulla soglia di qualcosa che Dio ha preparato per noi – e fermarci. I IL DONO PREPARATO (Numeri 14:6-8)

Salmo 3

  Salmo 3 Dio è scudo anche quando sei circondato dai nemici su ogni lato. Meditazione Questo salmo è un’arma contro l’angoscia e la disperazione. Il contesto è drammatico: Davide scrive questo salmo fuggendo da Gerusalemme – in grande angoscia e a piedi nudi umiliato (2 Samuele 15:30) da suo figlio Absalom – tradimento familiare, ribellione politica, esilio forzato. Il salmo descrive una situazione disperata: “Molti sono quelli che si levano contro di me.” I nemici si moltiplicano e con loro le voci devastanti dicono: “Non c’è più salvezza per lui presso Dio!”  È una ferita profonda in ogni crisi: sentire altri insinuare che Dio ti abbia abbandonato. Queste voci malefiche e insinuanti sono forse il nemico più pericoloso: fanno sembrare che non c’è più speranze. Ma la fiducia di Davide in Dio è incrollabile, risponde con un “ma tu” che nasce da consapevolezza e verità.  La fede non è teoria – è azione, e si vede nella sua preghiera fervente che parla di fiducia in un Dio ...

Luca 24:13-19,28-29: Dalla presenza nascosta alla presenza invocata

 Luca 24:13-19,28-29:  Dalla presenza nascosta alla presenza invocata La Speranza che cammina con noi  Avete mai attraversato un momento così buio da sentirvi completamente soli?  Dove Dio sembrava assente, le preghiere sembravano perdersi nell’aria, e la speranza sembrava morta? Il brano che leggiamo oggi ci porta sulla strada da Gerusalemme a Emmaus, una strada di circa undici chilometri.   È il giorno della risurrezione, ma due discepoli camminano in direzione opposta a quella della speranza. Stanno letteralmente dando le spalle a Gerusalemme, alla città dove tutto era accaduto. Ma c’è qualcosa di straordinario in questo racconto: mentre camminano nella disperazione, convinti di essere soli, Gesù è lì, al loro fianco.  Il Signore non aspetta che noi siamo pronti, lucidi o spiritualmente forti. È Lui che si fa vicino proprio quando siamo più fragili. Gesù cammina con loro, parla con loro, ascolta il loro dolore – eppure non lo riconoscono. Questa è la nos...

Ecclesiaste 2:1-3: Provare ogni piacere

 Ecclesiaste 2:1-3: Provare ogni piacere “Se solo avessi questo, sarei felice.” Quante volte l'abbiamo pensato? Se solo avessi quella casa, quella macchina, quel lavoro, quella relazione... allora sì che la mia vita avrebbe senso! È facile guardare qualcuno come Bill Gates, Elon Musk, Jeff Bezos, e pensare: “Loro sì che ce l’hanno fatta. Ricchi, potenti, liberi di godere ogni piacere”. C’era un uomo che, ai suoi tempi, aveva tutto. Salomone. Non solo era re, ma era anche l’uomo più ricco del suo tempo e aveva tutto ciò che poteva desiderare a portata di mano. Eppure, nonostante il suo potere e la sua ricchezza, non riusciva a trovare significato nella ricerca del piacere. Salomone ci insegna una verità devastante: il piacere non riempie il vuoto esistenziale. Più pensiamo di averne bisogno per essere felici, più vuoti rimaniamo. Così decise di fare un esperimento: avrebbe inseguito ogni forma di piacere e soddisfazione che questo mondo può offrire, per vedere se in esso si potesse ...