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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

L’aridità spirituale (2)

 L’aridità spirituale (2) Cosa può nascere dall’aridità spirituale Nel messaggio precedente abbiamo guardato in faccia la realtà dell’aridità spirituale: il deserto dell’anima, il silenzio di Dio percepito come abbandono, l’esaurimento che segue spesso non la sconfitta ma la vittoria più grande. Abbiamo visto che questo non è un’anomalia del cammino cristiano, ma un dato di fatto che la Bibbia stessa include nei suoi salmi e nelle sue biografie più sante. Abbiamo visto anche perché Dio lo permette – talvolta lo produce: per rivelarci che cosa abbiamo davvero nel cuore, per insegnarci a dipendere da Lui, per prepararci a una missione, per purificare le nostre motivazioni più profonde.  Resta una domanda. E allora? Che cosa nasce da tutto questo? Il deserto è soltanto un luogo da sopportare, da attraversare stringendo i denti finché non finisce – o è qualcosa di più? È a questa domanda che vogliamo rispondere oggi. Walter Trobisch disse: “La sofferenza causata dall’aridità spiri...

L’aridità spirituale (1)

 L’aridità spirituale (1) Una realtà che ha uno scopo C’è un momento nel cammino di fede in cui sembra che attraversiamo il deserto, o che la nostra anima sia arida spiritualmente, dove non percepiamo più la presenza di Dio. Madame Guyon, che aveva conosciuto profondità di vita spirituale rare, scrisse: “Ho sopportato lunghi periodi di privazione, verso la fine quasi continui: eppure, di tanto in tanto, ricevevo inondazioni della Tua Divinità così profonde e intime, così vivide e penetranti, che mi fu facile giudicare che Tu eri solo nascosto da me e non perduto.” • Nascosto, non perduto  • Assente alla percezione, non assente alla realtà Questa è la distinzione che ci permette di attraversare ciò che la tradizione spirituale ha chiamato in vari modi: aridità spirituale, deserto dell’anima, notte oscura.  Questa: • Non è un’anomalia del cammino cristiano • Non è il segnale che qualcosa si è rotto • Non è un fallimento da nascondere • Non è un’esperienza per i ...

Giovanni 14:13-14: L’atteggiamento di chi prega riguardo a Cristo

 Giovanni 14:13-14: L’atteggiamento di chi prega riguardo a Cristo J. C. Ryle disse: “Il nome di Gesù è un passaporto infallibile per le nostre preghiere. In quel nome un uomo può avvicinarsi a Dio con audacia e chiedere con fiducia. Dio si è impegnato ad ascoltarlo. Pensateci. Non è forse questo un incoraggiamento?” Giovanni 14:13 dice: “E quello che chiederete nel mio nome, lo farò.”  Ancora nel v.14 è scritto: “Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.” Gesù ci fa la promessa dell’esaudimento alla nostra preghiera, ma c’è un presupposto importante: Gesù ci dice di pregare nel Suo nome, e questa è una novità assoluta introdotta da Gesù nell’Ultima Cena. Ma quante volte hai chiuso una preghiera con “nel nome di Gesù, amen” senza fermarti un secondo a pensare cosa stavi dicendo? Non per ipocrisia – per abitudine.  Quella frase è diventata per molti ciò che la firma è per chi firma documenti tutto il giorno: necessaria, automatica, svuotata. Eppure, Gesù non ...

Isaia 40:28: Le domande che risvegliano la fede

 Isaia 40:28: Le domande che risvegliano la fede “Dietro il silenzio deprimente di questo mare, il silenzio di Dio… la sensazione che mentre gli uomini levano la loro voce angosciata Dio rimane silenzioso, a braccia conserte.” Questo è il grido interiore di Padre Rodrigues, protagonista del romanzo “Silenzio” dello scrittore giapponese Shūsaku Endō, da cui Martin Scorsese ha tratto il film “Silence” nel 2016.  Endō si ispirò a eventi realmente accaduti: le brutali persecuzioni dei cristiani in Giappone nel XVII secolo, sotto la spietata dittatura militare della dinastia Tokugawa, un’epoca in cui il Giappone aveva sigillato i propri confini e scatenato una caccia ai cristiani. Endō trasformò quella pagina oscura di storia in una meditazione profonda sul silenzio di Dio, sulla fede provata e sulla fragilità dell’animo umano. Due giovani gesuiti portoghesi, Padre Rodrigues e Padre Garupe, intraprendono un viaggio clandestino in quella terra con un duplice obiettivo: prestare conf...

Luca 24:33-35: Dalla fuga angosciata alla fede proclamata

 Luca 24:33-35: Dalla fuga angosciata alla fede proclamata La speranza che cammina con noi Stiamo concludendo la serie: La speranza che cammina con noi – e lo facciamo davanti a una scena che somiglia a molte vite.  Nelle predicazioni precedenti abbiamo visto due discepoli sulla strada per Emmaus, discepoli delusi e in fuga da Gerusalemme, Gesù che prende l’iniziativa di avvicinarsi a loro, ma loro non lo riconoscono. Nella seconda predicazione abbiamo ascoltato la conversazione sulla strada: il dolore verbalizzato, la Parola aperta, il cuore che inizia ad ardere. Gesù non li zittisce – li ascolta, poi apre le Scritture e i loro occhi iniziano a vedere ciò che non avevano compreso. Oggi arriviamo alla svolta finale del racconto. Luca 24:33-35 ci mostra cosa succede dopo l’incontro con il Risorto. Non è la fine della storia – è l’inizio di qualcosa di nuovo. Quattro movimenti ci guidano nel testo: • L’angoscia che allontana • L’annuncio che accende • L’assemblea che atten...

Luca 24:25-27,30-32: Dalla cecità ostinata alla chiarezza donata

 Luca 24:25-27,30-32: Dalla cecità ostinata alla chiarezza donata  La speranza che cammina con noi Un bambino si era perso in una città del nord dell’Inghilterra. Un poliziotto lo trovò che piangeva. “Figliolo, cosa c’è che non va?” “Mi sono perso. Non riesco a trovare la strada di casa”, ripose il bambino. Il poliziotto cominciò a elencare punti di riferimento – ristoranti, negozi, monumenti. Ma il bambino non conosceva nessuno di quei luoghi. Poi il poliziotto pensò alla grande chiesa con la croce illuminata.  “Figliolo, vedi quella chiesa laggiù con la croce?” Con il volto illuminato, il bambino rispose: “Sì! Portami alla croce. Da lì troverò la strada di casa.” Sulla strada di Emmaus, due discepoli erano persi, non geograficamente – conoscevano la strada, ma spiritualmente – avevano perso ogni speranza.  Il loro Messia era morto sulla croce. I loro sogni sepolti con Lui.  Camminavano via da Gerusalemme – via dalla comunità, via dalla speranza.  E mentre...