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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

Quando la vita pesa troppo, Dio diventa la nostra forza

 Quando la vita pesa troppo, Dio diventa la nostra forza Questa estate, più persone hanno detto a proposito del caldo: “Non se ne può più. Quanto è troppo è troppo.” Il caldo non uccide sempre con un colpo: logora. Toglie il respiro un grado alla volta, finché il corpo dice quello che la bocca ripete: “Non se ne può più.” Ecco perché tante prove della vita non sono un fulmine, ma un’estate che non finisce mai – un caldo che ci si porta addosso, non che si subisce una volta sola. “Non se ne può più. Quanto è troppo è troppo”, non appartiene solo alle giornate afose. La diciamo quando: • La pazienza è messa alla prova sul lavoro • Le tensioni familiari si accumulano • Le relazioni in chiesa diventano difficili • I vicini di casa creano problemi continui • Un dolore o una preoccupazione non passa mai • Una sofferenza cronica sembra non cambiare È il linguaggio del limite umano. La Bibbia conosce bene questo limite. La Scrittura mostra che anche i più grandi servitori di Di...

La Necessità della Croce (1)

 La necessità della croce (1) La Croce al Centro  C’è una domanda che, se ci fermiamo davvero a pensarci, è la più grande domanda della storia: “Perché il Figlio di Dio doveva morire?”  È una domanda che non si lascia archiviare: torna, bussa, esige una risposta, come un macigno che nessuna corrente di secoli riesce a spostare. La croce (il sacrificio) di Gesù Cristo: • Non è ornamento della nostra religione • Non è esempio di coraggio • Non è vittima inerme trascinata dagli eventi Ma necessità – qualcosa che non poteva non accadere, che fu pianificata prima che il mondo esistesse, che attendeva il suo momento da tutta l’eternità (Atti 2:23; 4:27-28; Galati 4:4; 1 Pietro 1:20). Gesù non è stato trascinato: si è consegnato. Ha camminato verso la croce come un generale che avanza verso la battaglia decisiva, sapendo che ogni passo era parte del piano eterno per la salvezza dei peccatori (cfr. per esempio 1 Timoteo 1:15). Gesù era consapevole del Suo sacrificio:

1 Giovanni 3:20: Più grande del nostro cuore

 1 Giovanni 3:20: Più grande del nostro cuore  Nella precedente predicazione di questo versetto abbiamo visto come il nostro cuore, cioè la nostra coscienza ci può condannare legittimamente, o illegittimamente e possiamo arrivare anche a dubitare della nostra salvezza spirituale come ci ricorda Spurgeon quando dice: “La domanda che si pone al nostro cuore è: siamo cristiani o no? Abbiamo creduto in Cristo o no? La coscienza prende atto di tutte le nostre imperfezioni, mancanze e carenze, e dice: ‘No, quest’uomo non è cristiano; è colpevole di tali peccati.’ E molti cari figli di Dio hanno spesso ricevuto un verdetto nel tribunale della propria coscienza che è stato contrario alle loro speranze, perché la loro coscienza ha considerato solo un lato della questione, oppure hanno dimenticato qualche grande e importante verità che avrebbe dovuto essere menzionata davanti al tribunale, e allora il verdetto sarebbe stato diverso. C’è un significato di conforto benedetto in queste par...

Giona 2:9-10: L’illusione di confidare negli idoli!

 Giona 2:9-10: L’illusione di confidare negli idoli! Oggi le cose non sono molto cambiate dai tempi di Giona. Vediamo gli idoli che il Signore ha vietato di fare (Esodo 20:4-5), li vediamo nei luoghi di culto, o portati sulle spalle nelle feste cittadine. Un idolo è qualcosa realizzato da mani umane mediante uno strumento: scolpito nel legno, nella pietra, o inciso nel metallo, tagliato e modellato da mani umane, una rappresentazione artificiale di qualche essere divino. Ma gli idoli ci possono salvare? Ci possono liberare? Sono in grado di ascoltare le nostre preghiere? Giona scappava dalla chiamata del Signore di andare a predicare a Ninive.  Nella sua fuga s’imbarcò per Tarsis, ma il Signore scatenò una tempesta così grande che la nave era sul punto di sfasciarsi.  I marinai, secondo il volere di Giona, lo gettarono in acqua e per volere di Dio, un grande pesce lo divorò.  Dal ventre del pesce, Giona pregò il Signore (Giona 1-2). Nelle parole di questa preghi...

1 Giovanni 3:20: Quando il cuore ci condanna

 1 Giovanni 3:20: Quando il cuore ci condanna Tommaso da Kempis disse: “Dolce sarà il tuo riposo se il tuo cuore non ti rimprovera.” È proprio così. Il cuore, molte volte, ci tormenta a causa del peccato e dei sensi di colpa – non lascia dormire, non lascia respirare, torna a bussare proprio quando vorremmo solo pace.  Ma Giovanni non lascia che sia il cuore ad avere l’ultima parola. Il versetto fa parte di un’unità più ampia (1 Giovanni 3:19-22) che affronta la fiducia davanti a Dio, messa a rischio proprio dall’accusa del cuore.  Dopo aver parlato di come amare gli altri sull’esempio dell’amore di Dio per i Suoi figli (1 Giovanni 3:1-18), Giovanni si volta a guardare qualcosa di più intimo e più scomodo: quel senso di inadeguatezza e fallimento che coglie il credente proprio mentre sta cercando, sinceramente, di vivere in modo giusto secondo Dio. Non è l’ipocrita a sentirsi accusato – è chi sta davvero provando a obbedire a Dio, e proprio per questo sente ogni caduta co...